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CULTURA IN-ATTESA E L'ARTE RITORNA IN PRESENZA

Tue, 23/03/2021 - 18:51 -- Armando
Brescia, Cultura In-Attesa

Un grande albero magico bianco e oro è apparso nel mezzo della Loggia delle Mercanzie. Da punti diversi, altre sculture preziose si affacciano dalle vetrine dei negozi circostanti, alcune manifeste, altre da scoprire al loro interno.
È l'inizio di CULTURA IN-ATTESA, il progetto curato da Fausto Salvi, che presenta installazioni artistiche, visive, sonore e performative itineranti in alcuni luoghi della città, pubblici e privati, per permettere la fruizione di allestimenti artistici in luoghi non convenzionalmente atti ad eventi culturali. 

Dal dopoguerra ad oggi non si era mai assistito a un fenomeno così ampio di chiusura dei luoghi d’arte e spettacolo. Nonostante gli sforzi di trasferire numerose offerte sui canali digitali, purtroppo le stagioni in presenza cancellate e le manifestazioni pubbliche rese impossibili dalla pandemia hanno fortemente limitato la capacità dell’arte di essere occasione di socialità e godimento del bello, strumento di inclusione. Ecco quindi che lo scultore e ceramista Fausto Salvi ha pensato a una forma di fruizione dell'opera d'arte finalmente in presenza, in luoghi aperti e sicuri, alternativi agli spazi normalmente dedicati alle arti.
Grazie alla collaborazione di altri artisti, desiderosi di tenere aperto il dialogo con le persone, CULTURA IN-ATTESA propone di continuare lo scambio di emozioni che porta allo sviluppo della creatività, attraverso installazioni artistiche posizionate in punti strategici della città.

Secondo quanto riportato nel manifesto dell'iniziativa, CULTURA IN-ATTESA vuole sensibilizzare la popolazione circa le ripercussioni socio-culturali, nel medio e lungo periodo, che derivano dallo stato di pausa obbligata di tutte le attività artistico-culturali del Paese.

IN ATTESA, perché il continuo altalenarsi delle limitazioni della vita sociale impedisce la fruizione degli spazi destinati alla cultura, sia in qualità di operatori che di spettatori e, inevitabilmente, ostacola una regolare programmazione di eventi nei contesti dove la cultura si manifesta.

INATTESA, perché il progetto si propone di trasmettere il messaggio circa l’allarmante protrarsi della chiusura della maggior parte dei canali di diffusione di cultura, sorprendendo il fruitore mediante l’esposizione di arte contemporanea in luoghi non convenzionali.

Un'occasione anche per un interessante momento di analisi e studio delle nuove tendenze che riguardano la fruizione dei luoghi di lavoro, la dislocazione delle persone (che tenderanno a decentrare gli spazi del vivere quotidiano), l’utilizzo degli ambienti destinati all’istruzione e al vivere collettivo. "Chi vive di cultura", scrive Fausto Salvi, "si sta misurando con un indispensabile bisogno di convertire le abitudini comunicative classiche con nuovi modelli di dialogo, cercando nuove opportunità per raggiungere le persone. L’arte è una forma molto diretta di comunicazione e necessita di uno scambio continuo con le persone per crescere e assolvere alla sua importante funzione educante. Ma musei, teatri, esposizioni fieristiche, sale da concerto, locali adibiti alla musica dal vivo, discoteche, gallerie d’arte, eventi pubblici e privati sono diventati luoghi inaccessibili da fine febbraio 2020, con una pausa estiva che non ha permesso il ritorno ad una “routine” di fruizione e un successivo restringimento delle regole di distanziamento che di fatto ha impedito una programmazione per la stagione successiva".

Aldilà dell’evidente perdita in termini economici e professionali di tutto il comparto, la preoccupazione degli artisti coinvolti nel progetto è quella dell’innescarsi di un sentimento di oblio da parte del pubblico, che nel medio periodo coinvolgerà primariamente le generazioni più giovani, isolate e prive degli strumenti necessari per reagire al virtuale, quando l’emergenza pandemica concederà un ritorno alla socialità tradizionale.
Mantenere viva e tridimensionale la fruizione delle persone alla cultura è diventata condizione necessaria al mantenimento della soglia di interesse e attenzione nei confronti dell’arte, in tutte le sue accezioni. Per questo motivo gli artisti coinvolti nel progetto vogliono contribuire a lasciare un segno tangibile della presenza del lavoro artistico, che nonostante le difficoltà continua ad operare per dare corpo a idee, progetti, creatività e bellezza.

Gli altri artisti coinvolti da Salvi, ideatore e promotore del progetto, sono Livio Scarpella, che già espone nella Loggia delle Mercanzie, Patrizia Fratus, Eros Mauroner, Giovanni Dallospazio, Alberto Goglio, Silvia Inselvini, Roberto Ciroli, Francesco Di Maio, Rita Siragusa, Stefano Seraglio, Felice Martinelli e Armida Gandini.
La prima esposizione è stata realizzata grazie alla collaborazione con Dejoma Studio e Rawness. 
 

CULTURA IN-ATTESA
da marzo 2021 a marzo 2022
Brescia, luoghi diversi
Prima installazione:
Loggia delle Mercanzie
Corsetto S. Agata, 22
Brescia
INFO: cultura.in.attesa

Galleria: