Portale del turismo del Comune di Brescia: tutte le informazioni utili per la visita della città

  • English
  • Français
  • Deutsch
  • Español
  • Italiano

Betlemme - news

Betlemme, 21 novembre 2020

LETTERA APERTA DAL SINDACO DI BETLEMME ALLA COMUNITA’ INTERNAZIONALE CONCERNENTE LA COSTRUZIONE DI UN NUOVO INSEDIAMENTO ISRAELIANO

Domenica scorsa il governo Israeliano ha deliberato la costruzione di oltre 1.200 unità abitative nell’area a nord di Betlemme denominata insediamento illegale “Giv’at Hamatos”.
Tale costruzione costituisce l’avanzamento di un processo di occupazione da parte di Isreale, che ebbe inizio già nel 1967, quando venne delegittimata la Municipalità Araba di Gerusalemme Est e vennero ampliati i confini dell’illegittima Municipalità Israeliana di Gerusalemme, comprendente anche 22.000 dunums (1 dunam= ¼ di acro) di territori appartenenti a Betlemme, come Beit Jala e Beit Sahour.

L’insediamento illegale di Giv’at Hamatos mira a congiungere gli insediamenti illegali di Gilo (Al Slayeb, costruito nel 1973 principalmente sui terreni di Beit Jala) e Har Homa (jabal Abu Ghneim, costruito nel 1996 sui territori di Beit Sahour), creando così una solida barriera che cementifica la separazione di Betlemme sia da Gerusalemme sia dai territori palestinesi occupati da Isreaele nel 1967. Ciò rappresenta un duro colpo alle nostre città, in quanto questi territori sono fondamentali per la nostra crescita naturale. Ne sarà circondata anche Beit Safafa e sarà modificato il paesaggio intorno allo storico Monastero di Elia, la prima fermata della processione della Vigilia di Natale, che ha luogo ogni anno partendo dalla città vecchia di Gerusalemme.
Tale continua espansione dei coloni israeliani non solo separa geograficamente le Città Sante, ma contribuisce al sabotaggio delle tradizioni palestinesi, siano esse culturali o religiose.

Tutti gli insediamenti israeliani sono illegali, stando alle leggi internazionali, concetto che è stato più volte riaffermato in diverse risoluzioni delle Nazioni Unite, compresa la risoluzione 2334 del 2016.
La Corte di Giustizia chiarì, nel Parere consultivo del 2004 che tali insediamenti non solo sono illegali, ma hanno lo scopo di negare il diritto inalienabile del popolo Palestinese all’autodeterminazione. Si pone anche come chiara responsabilità di tutti i Paesi pacifisti, tra altro, l’obbligo di non riconoscimento e non assistenza. Ora, 16 anni dopo tale parere, è stato fatto molto poco. Infatti, le società straniere continuano a contribuire allo sviluppo e al consolidamento dell’occupazione israeliana, che separa Betlemme e Gerusalemme.

Oltre alla pandemia da Covid-19 e alla severa crisi economica causata dalla sospensione di tutte le attività legate al turismo, nel 2020 abbiamo dovuto affrontare l’espansione israeliana e l’occupazione delle relative infrastrutture in tutto il nostro distretto, incluse la valle Al Makhrour/Battir e la collina Cremisan. Qualche settimana fa più di 900 nuovi nuclei sono stati approvati per dar vita all’insediamento coloniale di Har Giro, sulla collina più elevata di Betlemme.

Quando Israele cominciò la costruzione degli insediamenti di Har Homa nel 1996, ricevemmo dichiarazioni di preoccupazione e condanna, ma nessuna azione concreta, cosa che ha permesso a Isreale, 25 anni dopo, di avere più di 24.000 occupanti in quest’area. Chiunque sostenga di essere interessato alla pace e alla sicurezza mondiale, a un ordine basato su regole certe, al riconoscimento dei diritti inalienabili del popolo Palestinese e in particolare al presente e al futuro della comunità Cristiana nel mondo, ha la responsabilità legale, morale e politica di agire e riconoscere Israele colpevole.

Perciò, durante il periodo natalizio, quando i cuori e l’attenzione di tutti i credenti sono rivolti a Betlemme, città della Natività, facciamo un appello a tutti gli stati pacifisti, alla nuova Amministrazione Biden, all’Unione Europea e in particolare a tutti quei Paesi che hanno a cuore le sorti della Terra Santa, nonché alla Santa Sede, affinché prendano immediatamente posizione contro l’occupazione della Palestina da parte di Israele, fermando urgentemente la costruzione dell’insediamento coloniale illegale di “Giv’at Hamatos”. Betlemme non deve essere ulteriormente soffocata e isolata; merita invece di essere riportata alla sua originale gloria di Città della Pace.

      Firmato Anton Salman