Portale del turismo del Comune di Brescia: tutte le informazioni utili per la visita della città

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Itinerari nel verde

BRESCIA E LA “SUA” MONTAGNA

Un’ampia formazione collinare chiude a nord la città di Brescia, estendendosi a est fino alla frazione di Sant’Eufemia della Fonte e a ovest fino alla collina di Sant’Anna: è il Monte Maddalena, considerato dai bresciani la “montagna di casa”.

Documenti storici riportano che sin dall’epoca longobarda, il monte apparteneva al demanio regio, di cui divenne prima amministratore e, successivamente, proprietario il Vescovo di Brescia Ramperto. I boschi, pertanto, erano in dotazione al demanio civico di uso pubblico.

La conformazione del Monte Maddalena è costituita da una lunga dorsale di roccia calcarea con una quota media di poco superiore agli 800 metri s.l.m..

L’aspetto vegetale è caratteristico e vario per diverse ragioni: la localizzazione geografica, l’influenza climatica dei vicini laghi di Garda e di Iseo, la varietà di composizione del terreno e delle rocce, la diversa esposizione dei versanti e la loro disposizione altimetrica. Le zone con alberi ad alto fusto presentano prevalentemente castagneti da frutto e bosco ceduo, con sottobosco popolato dal nocciolo e dal sorbo, mentre le conifere sono state introdotte dall’uomo nelle aree urbanizzate o in quelle da rimboschimento. La robinia è diffusa su tutti i versanti e, nelle zone abbandonate dall’uomo, si espande a scapito di altre specie spontanee.
Il versante meridionale, grazie alla favorevole esposizione al sole, presenta una concentrazione di fiori, anche di specie rare, come la “campanula elastinoides” o la “Aphillantes Monspelliensis”. Altri fiori presenti sono i narcisi, la bocca di lupo, i giaggioli e il giglio rosso.
Il Monte Maddalena è ricco anche di funghi tra i più pregiati come gli ovuli, i porcini e i cantarelli.
Le zone alte del Monte Maddalena, fino all’inizio del XX secolo, erano popolate dai lupi, mentre oggi trovano la loro ideale dimora i cinghiali. Tra i volatili, da segnale anche due rapaci notturni: il gufo e la civetta. Vi sono poi numerose specie di passeracei: il corvo, il merlo, la cesena, il fringuello, l’usignolo, il pettirosso, il passero domestico e lo scricciolo.

Fino al 1966, la città era collegata con la cima della Maddalena da una funivia, che, soprattutto nella bella stagione, era utilizzata da moltissime famiglie bresciane che desideravano trascorrere la domenica all’aria aperta. Attualmente, oltre all’unico accesso veicolare costituito dalla via Panoramica, si può raggiungere la vetta percorrendo i diversi sentieri, alcuni panoramici e più dolci (sentieri 6 e 7), altri più selvaggi e impervi (sentieri 1 e 2), ottimamente segnalati e curati dall’Ufficio di Coordinamento del Parco delle Colline. Di seguito, sono riportati gli itinerari corrispondenti ai tracciati che partono dalla città.

SENTIERO N. 1: Da Sant'Eufemia all'ex Rifugio Monte Maddalena

SENTIERO N. 2: Da via Triinale alla Chiesetta della Maddalena

SENTIERO N. 3: da via Santelle attraverso i Ronchi San Francesco di Paola

SENTIERO N. 4: da via del Canalotto al sentiero n. 2

SENTIERO N. 5: dai Giardini di Rebuffone al Monte Maddalena

SENTIERO N. 6 : da via Oriani alla Chiesetta della Maddalena

SENTIERO N. 7: da via del Goletto alla Cascina Margherita

SENTIERO N. 8: da Costalunga a San Gottardo

SENTIERO N. 9: da Costalunga alla Cascina Margherita

SENTIERO N. 10: da Mompiano alla Cascina Margherita

SENTIERO N. 12: da San Gottardo al Triinale

SENTIERO N. 13: sentiero circolare della Maddalena

SENTIERO N. 15: da Caionvico alla Sella della Poffa

SENTIERO N. 16: da via San Cristoforo alla Casina di Mompiano

SENTIERO N. 17: dal Monte Ratto al Monte Picastello

SENTIERO N. 18: da via S. Emiliano al Monte Picastello

SENTIERO N. 19:  dal villaggio Badia ai Campiani