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L'OMAGGIO ARTISTICO DI ZEHRA DOĞAN A BRESCIA E ALLA SUA RESISTENZA AL CORONAVIRUS

Gio, 23/07/2020 - 11:53 -- mdinatale
Brescia, l'omaggio di Zehra Doğan

Si è tenuta lunedì 20 luglio la presentazione dell'opera site-specific di Zehra Doğan, l'artista curda ospitata precedentemente al Museo Santa Giulia con la mostra "Avremo anche giorni migliori - Zehra Doğan. Opere dalle carceri turche". L'artista ha donato alla Fondazione Brescia Musei il suo lavoro digitale di 130 mq, che orna un affaccio monumentale su Piazza del Foro, cuore archeologico della città. L'opera, realizzata a Ginevra durante i mesi del lockdown, è dedicata alla resistenza di Brescia al Coronavirus e mostra un ulteriore segno del forte legame con la città.

La grande installazione ritrae l'artista in abito da infermiera mentre lotta contro il Covid-19, utilizzando un fonendoscopio come fionda. A fianco della protagonista si trovano i primi versi della canzone "Bella Ciao", che legano così la lotta contro la pandemia ai valori della Resistenza e alle guerre di liberazione, centro della ricerca artistica, dell'impegno politico e della vicenda umana di Zehra. L'opera, già esposta su Piazza del Foro, vi rimarrà fino a settembre.
Infine, per chi volesse sintonizzarsi, giovedì 23 luglio alle ore 23:15 RaiUno trasmetterà il Concerto di Paestum del Ravenna Festival diretto da Riccardo Muti, quest'anno dedicato alla Siria e con un contributo di Zehra Doğan che ha danzato tra le colonne doriche con una bandiera bianca tra le mani, accompaganta dai canti di un'altra artista curda, Anyur Doğan.

BIOGRAFIA di ZEHRA DOĞAN
Zehra è nata nel 1989 a Diyarbakır, in Turchia. Si è laureata alla Dicle University’s Fine Arts Program e ha co-fondato la prima agenzia stampa costituita unicamente da donne, JINHA (Jin in curdo significa donna), per la quale ha lavorato dal 2010 al 2016, finché JINHA non è stata chiusa da un decreto governativo. Nel corso di questi anni, Zehra Dorğan è stata insignita di diversi premi, come il Metin Göktepe Journalism Award, uno dei più prestigiosi in Turchia e recentemente il premio “Exceptional Courage in Journalism Award”, della Fondation May Chidiac (MCF) in Libano.
Durante la guerra in Iraq e Siria, l’artista e giornalista ha seguito direttamente le vicende da entrambi i paesi ed è stata una delle prime giornaliste a raccontare la storia delle donne Yazide ridotte in schiavitù dall’ISIS nel nord dell’Iraq. Nel periodo del conflitto nelle aree curde della Turchia, Doğan ha provato a raccontare la guerra nelle città interessate dal coprifuoco come Cizre e Nusaybin, zone in cui la presenza dei giornalisti era bandita dal governo nazionale.
Nel luglio 2016, Zehra Doğan è stata imprigionata a Mardin, il giorno dopo aver lasciato Nusaybin. A seguito di un processo, nel marzo 2017 è stata condannata a scontare 2 anni 9 mesi e 22 giorni di carcere per “propaganda terrorista” a causa dei suoi scritti giornalistici e di un acquerello. Il 23 ottobre 2018 un prelievo forzato ha condotto l’artista dalla prigione di Diyarbakir a quella a più alta sicurezza di Tarso.
L’opera di Zehra è stata esposta nell’agosto 2016 in Francia, presso il Douarnenez Film Festival. Nel 2017, in attesa del processo dopo la prima detenzione, ha organizzato una mostra a Diyarbakır, dal titolo “141” (il numero dei giorni trascorsi in cella) con i dipinti realizzati in prigione.
L’8 ottobre 2018, in occasione del’84 International PEN Congress in India, Zehra Doğan diviene un membro onorario dell’associazione in absentia. Nello stesso anno, le opere incluse in “141” e i dipinti prodotti tra la sua liberazione e successive ri-incarcerazione, così come i seguenti lavori realizzati in carcere sono stati esposti in Europa grazie al lavoro dei volontari dell’associazione Kedistan. 
A novembre 2019 è stato pubblicato dalla casa editrice Editions de Femmes il suo carteggio con Naz Oke durante la prigionia dal titolo “Nous aurons aussi de beaux jours”, da cui trae ispirazione il titolo della mostra di Brescia.