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TIZIANO, IL RINASCIMENTO E BRESCIA: UN EVENTO STRAORDINARIO

Mar, 20/03/2018 - 10:53 -- egardoni
Brescia, Tiziano: un evento straordinario

Il 21 Marzo 2018 apre al Museo di Santa Giulia la mostra Tiziano e la pittura del Cinquecento tra Venezia e Brescia. L'evento, che si protrarrà fino al 1 luglio 2018, celebrerà Tiziano, uno dei massimi protagonisti del Rinascimento, e il rapporto instaurato tra le culture artistiche di Brescia e Venezia nel corso del Cinquecento.

La mostra, curata da Francesco Frangi, ha come nucleo principale il polittico realizzato da Tiziano per il vescovo Altobello Averoldi tra il 1520 e il 1522, memorabile testimonianza conservata a Brescia nella chiesa dei Santi Nazaro e Celso, motivo essenziale per instaurare una forte relazione tra la mostra e il territorio. Un'opera che si affianca all’altra fondamentale impresa bresciana di Tiziano, a cui sarà dedicata una sezione della mostra, ossia la realizzazione negli anni sessanta del Cinquecento delle tele con le Allegorie di Brescia per il salone della Loggia, andate distrutte durante l’incendio del 1575.
A questi lavori si aggiungeranno importanti testimonianze dell'opera del maestro cadorino, tra le quali la Madonna col Bambino tra Sant’Antonio da Padova e San Rocco, dal Museo del Prado di Madrid, il Ritratto di Tommaso Mosti, dalla Galleria Palatina di Palazzo Pitti e il Ritratto di Gian Giacomo Bartolotti da Parma, dal Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Si tratta pertanto di una iniziativa che permetterà di ripercorrere, in modo appassionante, l’influenza che il grande pittore ebbe sugli sviluppi della pittura bresciana. Il complesso Averoldi, infatti, rappresenta uno spartiacque nella storia della pittura bresciana del Cinquecento, in quanto il suo arrivo in città provocò reazioni a catena negli esponenti più ricettivi dell’arte locale. Lo dimostra il fatto che tanto la formazione di Romanino, collocabile a partire dalla fine del primo decennio del Cinquecento, così come quella di Moretto, di poco successiva, si giocano in un rapporto costante con gli esemplari di Tiziano, conseguenza anche della giovanile frequentazione del contesto lagunare da parte dei due artisti. Caso in parte diverso fu quello di Savoldo, per il quale il rapporto con Tiziano si stabilì solo in coincidenza con il definitivo trasferimento del pittore a Venezia, avvenuto intorno al 1515, quando l’artista aveva circa 35 anni. Oltre che sul piano strettamente stilistico, la famigliarità degli artisti bresciani con Tiziano e con l’ambiente veneziano trova un’importante conferma nella condivisione di simili tipologie di rappresentazione, in particolare per quanto riguarda i dipinti per la devozione privata.

L'esposizione, divisa in sei sezioni, vedrà snodarsi un percorso complementare e non meno rilevante, finalizzato a documentare il ruolo giocato dai modelli di Tiziano nella formazione e nell’evoluzione del linguaggio dei principali protagonisti del Cinquecento bresciano - Romanino, Moretto e Savoldo - presentando oltre 50 capolavori provenienti da importanti istituzioni museali come la Pinacoteca di Brera, i Musei Capitolini di Roma, le Civiche Raccolte d’Arte del Castello Sforzesco di Milano, i Musei Capitolini di Roma, l’Accademia Carrara di Bergamo, il Museo di Palazzo Bianco e di Palazzo Rosso di Genova, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, la Pinacoteca Ala Ponzone di Cremona, la Galleria Sabauda di Torino, il Museo Liechtenstein, The Princely Collection di Vienna, il Museo di Belle Arti di Budapest, il Museo Puškin di Mosca e la National Gallery di Washington.

Ad approfondimento della mostra, il direttore del Museo Diocesano di Brescia, Giuseppe Fusari, ha ideato quattro itinerari in chiese e collezioni della città e del territorio, due nel centro storico, ovvero la Collegiata dei Santi Nazaro e Celso (dove è tutt’ora conservato il Polittico Averoldi) e il santuario di Sant’Angela Merici; numerose altre chiese a Brescia e nel territorio della provincia, uno nell' area del Lago d'Iseo e nella Valle Camonica e l'ultimo nella zona della Bassa Bresciana, approfondiranno la conoscenza dei grandi maestri bresciani, che ebbero la scuola tizianesca come punto di riferimento, dopo soggiorni in terra veneta.
Per completare l’offerta culturale legata alla mostra, sono previste diverse attività dedicate alle scuole ma anche al pubblico adulto: per gli adulti visite guidate che uniscono alla mostra approfondimenti in città e sul territorio, specifiche attività per le famiglie e cicli di conferenze per tutti gli appassionati che vogliono indagare specifiche tematiche legate al Rinascimento. Lo splendore dell’epoca rinascimentale viene indagato anche attraverso altri linguaggi espressivi, grazie alla collaborazione con alcune prestigiose realtà culturali cittadine come il Centro Teatrale Bresciano e il Conservatorio di Brescia Luca Marenzio. Completa il programma la ricca rassegna di film del cinema Nuovo Eden che racconta questo straordinario periodo storico artistico.

La mostra è promossa da Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, è organizzata da Civita Mostre con la collaborazione della Curia di Brescia e del Museo Diocesiano di Brescia.

Alla mostra è strettamente collegata la riapertura della Pinacoteca Tosio Martinengo, finalmente nella sua sede storica di piazza Moretto, dopo 9 anni di chiusura, nelle cui collezioni sono presenti alcuni straordinari esempi della cultura artistica di Brescia e Venezia nel Cinquecento. La connessione tra i due eventi è resa ancor più significativa dalla scelta di istituire un unico biglietto di ingresso per la visita della mostra, della Pinacoteca Tosio Martinengo e del Museo Diocesano dal 21 marzo al 1 luglio 2018.
Un’audioguida inclusa nel biglietto di ingresso sarà a disposizione di tutti i visitatori per arricchire il percorso di visita. Catalogo curato da Silvana Editoriale.

Informazioni: http://www.mostratizianobrescia.it
Prenotazioni: CUp (Centro Unico Prenotazioni) 030.2977833-34