Portale del turismo del Comune di Brescia: tutte le informazioni utili per la visita della città

  • English
  • Français
  • Deutsch
  • Español
  • Italiano

Slow tour 4

Modifica:

Il Castello e la zona dei Musei

 

Questo itinerario è un semplice approccio alla conoscenza del Castello di Brescia, che, purtroppo, costituisce, per la sua stessa natura, un percorso arduo e difficile. Situato sull’impervio colle Cidneo, che domina la città, il sito su cui è sorto il Castello si è rivelato uno dei depositi archeologici più stratificati di Brescia.

E’ qui, infatti, che sono stati trovati i reperti di epoche antichissime che rivelano le origini preistoriche della città. Il Castello, conosciuto come il Falcone d’Italia, è una delle più grandi e meglio conservate rocche fortificate della Penisola e uno degli angoli più suggestivi di Brescia, sia da un punto di vista storico che paesaggistico. Pertanto consigliamo questo itinerario, anche se difficile, per poter godere di una bella panoramica sulla città, per cogliere lo spirito guerresco delle epoche passate o per godere un po’ di pace e di silenzio dopo il frastuono delle vie cittadine ( Il viale di accesso al Castello è in leggera salita, molto più decisa sotto il volto d'ingresso). Una volta giunti sul piazzale antistante il Castello, possiamo vedere i Bastioni esterni veneti: a ovest quello di S. Faustino, a est quello di S. Marco collegati da possenti cortine di mura, eretti alla metà del XVI sec., quando Brescia ritornò alla Repubblica di Venezia dopo la ritirata dei Francesi.

Il Portale d’accesso o Porta maggiore (1599) di ordine dorico, sovrastato dal Leone di S. Marco, scolpito su una lastra di pietra d’Istria, era un tempo preceduto dal ponte levatoio. Attraverso il portale (resti di un affresco sopra il portale di uscita) si accede all’interno della cerchia difensiva veneta. Asinistra del portale è la palazzina Haynau, dal nome del generale austriaco che vinse Brescia dopo le dieci giornate di resistenza nel 1849. Da qui possiamo raggiungere il p.le della Locomotiva del 1906 ( Il piazzale della Locomotiva è con fondo ghiaioso e in sterrato nel tratto per raggiungere la terrazza panoramica; bagni attrezzati sul retro della palazzina Haynau), da dove si può godere la vista panoramica di Brescia; qui si svolgono alcune delle manifestazioni dell’Estate Aperta bresciana. Lasciando il piazzale e proseguendo in salita lungo il viale, sulla destra incontriamo dapprima la Palazzina degli Ufficiali con l’entrata alla Strada del Soccorso e subito dopo, il Grande e il Piccolo Miglio (1597-’98), i due depositi di granaglie della guarnigione veneta.

Queste massicce costruzioni a pianta rettangolare, con il piano terreno coperto a volte e con paramenti murari in blocchi squadrati di medolo, ospitano oggi il Museo del Risorgimento ( Il viale che  conduce al Museo del Risorgimento è in forte pendenza; accesso per disabili con campanello di chiamata prima dell’ingresso principale. Il Museo è accessibile.), la raccolta civica di materiale che va dalla fine del ‘700 all’Unità d’Italia (1870).  Fra i vari cimeli ci sono armi bianche e da sparo, documenti, stampe francesi  e italiane, dipinti, busti di personaggi, piantine di battaglie, bandiere, ecc. Uscendo dal Museo e proseguendo lungo la salita, si raggiunge il Ponte Levatoio ( La salita che conduce al Ponte Levatoio è eccessivamente in pendenza)con un impianto di epoca medievale (prima metà XIV sec.), che mette in comunicazione la parte sommitale del colle, dove si trova il Mastio visconteo (prima metà del Trecento), eretto sui resti di 

un tempio romano del I sec. d.C., che ospita il Museo delle armi L. Marzoli (1988), purtroppo non accessibile ai disabili. Accanto al ponte si eleva la Torre dei Prigionieri, articolata su tre livelli in casamatta, muniti di cannoniera a raggiera. Questa è l’unica torre del Castello che non presenta aperture per l’artiglieria leggera, fatto che potrebbe indurre una datazione al periodo visconteo (1337-1403). A sinistra del ponte è la Fossa viscontea, il luogo dove vennero fucilati i martiri delle X giornate di Brescia.

Il Castello e la zona della Specola

Ritorniamo verso il portale del Castello, giriamo a destra e ammiriamo due leoni in pietra e il bellissimo pozzo. Proseguendo e imboccando il vialetto di destra, raggiungiamo la Civica Specola Astronomica Cidneo “A. Ferretti Torricelli”, che rappresenta una importante realtà di divulgazione scientifica per Brescia ( Il vialetto d’accesso alla Civica Specola Astronomica è in salita. La Specola è accessibile.). La specola nacque nel 1953 grazie al sostegno del professore cui è dedicata; il telescopio dell’osservatorio cittadino è situato sul Bastione S. Marco del Castello e da cinquant’anni permette ai bresciani di osservare le meraviglie del cielo. Lasciata la Specola, percorrendo il viale sulla sinistra che fiancheggia la Prima Cinta, si raggiunge la bella Fossa Viscontea ( Il viale che porta alla Prima Cinta e alla Fossa Viscontea è con fondo ghiaioso  a tratti sconnesso.).

Dal Castello alla Chiesa di S. Pietro in Oliveto

Lasciamo il p.le del Castello e proseguiamo a sinistra, lungo la via omonima, per giungere alla rinascimentale Chiesa di S. Pietro in Oliveto. Fondata nell’VIII sec. forse dalla regina longobarda Ansa e ricostruita dagli Agostiniani nel 1122, la chiesa fu rimodernata da Medaglia su disegni del Sansovino per i Canonici di S. Giorgio in Alga nel 1510 ( Percorrere il viale in discesa sul marciapiede di destra; superata la rotonda mantenedo la destra,si raggiunge il percorso pedonale, in leggera pendenza, che conduce al sagrato; la Chiesa di S. Pietro in Oliveto ha una soglia di 15 cm e due gradini in discesa in entrata). La facciata, d’impronta venetorinascimentale, divisa in due ordini da una trabeazione, è coronata da un frontone con volute, tra cui è un altorilievo col Padre Eterno; le lesene affiancano le finestre oblunghe, il portale è leggermente a strombo con lunetta che simula in prospettiva una volta a cassettoni; in alto una bifora architravata tra due nicchie con le statue dei Ss. Pietro e Paolo. L’interno, ad una navata con volta a botte, svolge un ampio programma iconografico incentrato sul tema della rivelazione e trasmissione della Parola di Dio. Notevole è l’armonica eleganza rinascimentale data dalle colonne con lesene che inquadrano cappelle laterali voltate, sormontate da architrave. Sempre d’ispirazione classica è la successione degli archi che dividono la navata, il repertorio scultoreo dei capitelli compositi, sorretti da colonnette con i busti cinquecenteschi degli Apostoli nei pennacchi e la ricca decorazione nei sottarchi delle cappelle con fregi a festoni e puttini. Nelle chiavi delle volte che reggono la cupola sono i simboli dei quattro evangelisti, nei pennacchi sono inseriti i quattro Dottori della Chiesa di Occidente: S. Gregorio Magno, S. Agostino, S. Ambrogio e S. Girolamo. A un livello inferiore, tra gli archi della navatella nord, si trovano piccoli busti di personaggi appartenenti alla chiesa bresciana delle origini.

Le opere pittoriche conservate sono del ‘600-‘700 (Ghitti, Trainini, Tortelli, Trevisani, Finassi e Segale) e svolgono un ciclo iconografico dedicato ai santi e alle immagini della tradizione carmelitana. Va segnalata nella lunetta del presbiterio, sopra l’organo dell’Antegnati, la bella tela del Celesti (1647-82) S. Domenico alla battaglia di Praga del 1620. Alle pareti del presbiterio, quattro grandi dipinti del Ricchino (1566) sulla vita di Mosè. Asinistra si apre una navatella con transenna ad arcatelle; ad ovest è un altare con statua di S. Pietro. Infine, segnaliamo nel terzo altare a sinistra Gesù cade sotto la Croce del Foppa (1420-92). All’esterno della chiesa è il protiro, con notevoli bassorilievi nel potalino, che dà accesso ai chiostri rinascimentali contemporanei al monastero ( Accesso ai Chiostri dal portone sulla sinistra del protiro; dal portico sulla sinistra si accede ai Chiostri). Il minore (1540), quadrato e di squisito gusto rinascimentale, è a sei colonne ioniche per lato, con le arcate sopraccigliate che si raddoppiano nel loggiato superiore, conferendo all’insieme una armoniosa eleganza con un gioco di chiaroscuri, accentuato dall’ampia fascia marcapiano e dalla gronda sporgente.

All’ingresso, a destra, sotto l’immagine della Sacra Famiglia, è un’antica tabella con le preci di ringraziamento dei frati che ritornavano a casa e le invocazioni di quelli che partivano. Il chiostro maggiore (1510), a pianta rettangolare, ad un solo ordine tuscanico e soffitto a vela, ha al centro una bella vera da pozzo ottagonale con colonnine scanalate e architravate, sul timpano un fregio di delfini e due medaglioni con l’effigie dei Ss. Pietro e Paolo. Lungo il portico di sinistra si trovano: un bassorilievo di Prata, una graziosa edicola litica (1599) e la tomba di Ludovico Luzzago. In fondo al portico si accede alla cappella di S. Barnaba (o S. Anatalone), a pianta quadrata con voltina a crociera ed altare in marmi policromi con Madonna del ‘700, affrescata nel 1520 ca. da Paolo da Caylina il Giovane con un ciclo iconografico di grande interesse: S. Barnaba amministra i sacramenti (sin.) e predica alla folla (des.).

Sulle vele della volta sono affrescati i quattro evangelisti con i loro simboli; nel sott’arco i busti dei Padri della Chiesa d’Oriente e d’Occidente; sulla parete esterna Mosè riceve la legge da Dio (sin.) e Pietro riceve le chiavi da Cristo (des.). Nel vestibolo, pure voltato, affreschi monocromi della metà del ‘700 di Mingozzi, allievo di Tiepolo, alle pareti le figure delle virtù teologali Fede e Speranza. L’attuale sagrestia ( Accesso alla sacrestia e alla sacrestia minore dal portoncino sul lato sud del chiostro, soglia 10cm; sulla sinistra è l'entrata, gradino 20cm), quadrangolare con volta a crociera, del XV sec. conserva un affresco della fine del ‘400 Gesù Crocifisso. La sagrestia minore ospita un ciclo di affreschi attribuito a Paolo da Caylina il Giovane (1550 ca.) con episodi della vita di S. Pietro. All’esterno, superati i chiostri, è l’accesso al belvedere da cui si gode una splendida panoramica sulla città.

Durata dell'Itinerario: mezza giornata

 

Tratto dalla guida "Brescia Possibile" di SLOWtime
Per le mappe di riferimento e maggiori informazioni: http://www.slowtime.it/