Portale del turismo del Comune di Brescia: tutte le informazioni utili per la visita della città

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Punti di interesse: I Capolavori

"Natività con i pastori, San Gerolamo e un donatore girolamino" di Alessandro Bonvicino detto Moretto

Mar, 03/12/2019 - 14:45 -- Armando
Brescia, "Natività con i pastori, San Gerolamo e un donatore girolamino" di Alessandro Bonvicino detto Moretto

Questa grande Natività fu dipinta da Moretto per la chiesa bresciana di Santa Maria delle Grazie, presumibilmente intorno al 1530, in coincidenza con la celebrazione della prima messa all’altare maggiore, presso il quale appunto fu disposta e rimase collocata fino al 1888, quando il Comune la trasferì alla Pinacoteca Martinengo.

Balteo in bronzo da statua equestre

Gio, 07/11/2019 - 09:35 -- Sara Vergombello
Brescia, Balteo in bronzo da statua equestre

Tra le centinaia di reperti in bronzo trovati presso il Capitolium di Brescia nel 1826, è stato portato alla luce anche un pettorale da cavallo per una statua equestre, riccamente decorato.
Il pettorale è pressoché integro e mantiene completa l’originaria decorazione con le figure a fusione piena applicate alla struttura di base; doveva venire fissato alla statua tramite i due fori rettangolari presenti alle estremità.

Il Laocoonte di Luigi Ferrari

Ven, 06/09/2019 - 09:04 -- Armando
Brescia, Laocoonte, Luigi Ferrari

Il modello in gesso del Laocoonte di Luigi Ferrari, definito dalle fonti del tempo “ardito e colossale”, fu esposto a Brera nel 1837 e meritò immediatamente grande fama al giovane autore. Figlio dello scultore Bartolomeo, allievo di Canova, Ferrari si era già distinto per il suo precoce talento alle esposizioni veneziane del 1831 e del 1833.

“La dea dell’amore”: statue di Afrodite a Brescia

Gio, 16/05/2019 - 15:37 -- fsalomoni
Brescia, Statua di Afrodite

Felix, victrix e genitrix sono i tre aggettivi che i Romani riferivano a Venere, divinità legata alla sfera della fecondità e alle origini di Roma in quanto madre di Enea. Associata alla greca Afrodite, è soprattutto a partire dal III secolo a. C. che il culto della dea riveste una certa importanza; da Silla (inizi I sec. a.C.) viene scelta come patrona, mentre Cesare ne rivendica la discendenza e dedica proprio a Venere Genetrice il tempio nel Foro, che egli fa costruire prima di essere assassinato.

Le raffigurazioni che conosciamo in ambito romano derivano da modelli iconografici del repertorio greco e tra queste figurano anche le statue bresciane, tre soggetti tra loro diversi per dimensioni e contesti di provenienza.

Epigrafi dal Capitolium di Brescia

Mar, 05/03/2019 - 11:51 -- ozamboli
Brescia, epigrafi dal Capitolium

Durante l’antichità la cella centrale del Capitolium ha ospitato a lungo la statua colossale del dio Giove. Il tempio venne riscoperto grazie agli scavi promossi dall’Ateneo di Scienze Lettere ed Arti di Brescia fra il 1823 e il 1826 e qui nacque il Museo Patrio nel 1830. L’aula centrale assunse allora una nuova funzione, ricordata nell’iscrizione posta sul passaggio fra la cella centrale e quella occidentale: fu scelta per accogliere una ricca collezione di epigrafi, provenienti dalla città e dal territorio. 

L’ideale guerriero. Le armi longobarde tra Santa Giulia e il Museo delle Armi L. Marzoli

Gio, 07/02/2019 - 11:26 -- fuva
Brescia, armi longobarde

Il periodo di dominazione longobarda non può essere considerato una breve e marginale parentesi nella storia bresciana, numerose infatti sono le testimonianze archeologiche legate alla prima fase di occupazione, tra la fine del VI e la prima metà del VII sec., provenienti da corredi funerari di esponenti dell’aristocrazia guerriera.
La vetrina dedicata ai Longobardi, all’interno della recentissima sezione archeologica del Museo delle Armi Luigi Marzoli, espone diversi interessanti esemplari di armi che potevano fare parte dell’armamento di un guerriero dell’epoca.

Capitelli con guerriero, vittoria alata, figura femminile ed erote dal Teatro romano di Brescia

Ven, 11/01/2019 - 15:25 -- fuva
Brescia, capitello con erote dal Teatro romano

Addossato alle pendici del colle Cidneo, in posizione scenografica nel piano urbano della città, il teatro dell’antica Brixia romana rappresenta ancora oggi uno degli illustri sconosciuti del panorama storico-artistico cittadino. Una serie di scavi sistematici e demolizioni, alternati a lunghi periodi di abbandono, si sono susseguiti dal 1823 al 2000 permettendo di ricostruire le vicissitudini che hanno interessato il monumento probabilmente fin dall’epoca augustea. 

"Gli abitanti di Parga abbandonano la loro patria" di Francesco Hayez

Ven, 14/12/2018 - 11:34 -- frovati
Brescia, I profughi di Parga di Hayez

La commissione della grande tela si deve a Paolo Tosio: il mecenate aveva chiesto inizialmente ad Hayez un dipinto di soggetto mitologico, ovvero una Psiche, ma quando questi fece notare che il tema non era di suo gradimento perché troppo classico, il collezionista bresciano accettò di buon grado che fosse il pittore a scegliere ciò che fosse più consono al suo sentire. Accettando quindi la proposta di questo episodio di storia contemporanea che aveva suscitato larga risonanza in Europa, Tosio riconobbe al pittore anche la libertà di accrescere le dimensioni del dipinto, per garantire un migliore effetto. Ne nacque una delle opere più celebri del romanticismo italiano, nella quale la condotta accademica del disegno sostiene la rappresentazione corale della tragedia di un popolo oppresso.

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