Portale del turismo del Comune di Brescia: tutte le informazioni utili per la visita della città

  • English
  • Français
  • Deutsch
  • Español
  • Italiano

Punti di interesse: I Capolavori

"Primavera, Estate, Autunno, Inverno" di Antonio Rasio

Lun, 08/01/2018 - 14:41 -- Armando
Brescia, "Primavera, Estate, Autunno, Inverno" di Antonio Rasio

Le quattro tele con la rappresentazione delle stagioni giungono nelle civiche collezioni nel 1952, acquistate dal Comune di Brescia dalla Fabbrica della parrocchiale di Verolanuova, presso la cui sagrestia erano conservate. Questi dipinti sono stati oggetto di discussione per quanto riguarda la loro datazione e attribuzione. A livello iconografico è evidente il riferimento allo stile di Giuseppe Arcimboldo, notissimo pittore della seconda metà del Cinquecento, nato a Milano, ma operante soprattutto presso la corte austriaca e quella boema. Celeberrimi i suoi ritratti realizzati con l’accostamento di frutti o oggetti.
Le tele della Pinacoteca Tosio Martinengo seguono il testo delle metamorfosi di Ovidio nella versione di Cesare Ripa del 1593 pubblicata a Roma e dedicata al Cardinal Salviati.

Il Mausoleo Martinengo

Mar, 05/12/2017 - 11:46 -- Armando
Brescia, il Mausoleo Martinengo

Il Mausoleo Martinengo rappresentò per la fondazione del Museo dell’età Cristiana (ora Santa Giulia) nel 1882 uno dei pezzi che, secondo il comune sentire di allora, avrebbe dato lustro a tutta la neonata collezione.
La tomba fu smontata dalla vicina chiesa di San Cristo, dove peraltro i Martinengo furono già nella posa della prima pietra presenti con generose elargizioni tanto che l’edificio è da considerarsi un chiesa di famiglia, e trasferita nel coro delle monache. Durante i secoli si diffuse l’erronea convinzione, tramandataci dalla storiografia bresciana, che credeva il sepolcro destinato a Marcantonio Martinengo, illustre uomo d’armi spirato il 28 luglio 1526 in seguito alle ferite ricevute durante la battaglia alla “pieve di S. Giacomo nel Cremonese”.

"Ritratto di Eleonora" d'Este di Antonio Canova

Mer, 04/10/2017 - 16:02 -- Anonimo (non verificato)
Brescia, Ritratto di Eleonora D'Este, Antonio Canova

Nel 1819, per tramite dell’amico Luigi Basiletti – pittore bresciano che in quell’epoca risiedeva a Roma – Paolo Tosio chiese ad Antonio Canova di eseguire per lui una scultura a figura intera raffigurante Psiche. Si sarebbe dovuto trattare di una replica della celebre statua eseguita dal celebre artista tra il 1789 e il 1792, ma da Roma Basiletti scriveva: egli mi disse di non poter assumere alcuna commissione, perché ha più lavori commessi di quelli che può eseguire in sua vita”.

SAN GIORGIO E IL DRAGO

Gio, 07/09/2017 - 17:06 -- Anonimo (non verificato)
Brescia, San Giorgio e il drago

La celebre tavola proviene dalla chiesa bresciana di San Giorgio: la prima menzione da parte delle fonti risale alla metà del Settecento e la descrive collocata nella sacrestia, sopra un “finto altare”. Non vi sono notizie circa la sua destinazione originaria, ma si può supporre che essa si trovasse sull’altare maggiore, al centro di un ricco e complesso tabernacolo ligneo, intagliato e dorato, che è attestato da documenti antichi. È verosimile che tale apparato sia stato smantellato quando, nel 1639, si mise mano al rinnovamento architettonico della chiesa: a quella fase dovrebbe risalire anche la ricca e ampia cornice entro la quale la tavola si presenta oggi. 

Già la guida settecentesca di Francesco Maccarinelli, in grande anticipo sulla diffusione di un autentico apprezzamento estetico per la pittura cosiddetta dei primitivi (ovvero degli artisti che fiorirono prima di Raffaello e del pieno affermarsi del Rinascimento), lodava la bellezza del dipinto, la dolcezza della scena e la finezza dell’esecuzione.

CROCI FUNERARIE D’ORO LONGOBARDE

Mar, 27/06/2017 - 16:38 -- Armando
Brescia, croci funerarie d'oro longobarde

Le crocette auree, esposte nella Sezione Altomedievale del Museo di Santa Giulia, provengono da scavi fortuiti effettuati tra il 1891 e il 1976. Il loro elevato numero (da 3 a 5 in ogni tomba, fino a 9 in alcuni casi, come a Calvisano), associato generalmente alle grandi dimensioni (anche oltre i 9 cm) e posto in relazione con la ricchezza dei corredi, ha attestato la presenza di prestigiose sepolture di individui di entrambi i sessi nel territorio bresciano.
Con l’arrivo dei Longobardi nella nostra penisola, infatti, nelle sepolture comparvero improvvisamente croci in lamina d’oro in corrispondenza del volto o del busto del defunto, probabilmente cucite al sudario mediante forellini perimetrali. Le inumazioni interessate sono risultate appartenere a defunti con un livello di ricchezza medio – alta, provenienti sia da contesti urbani sia rurali che castrensi; da sepolture legate a luoghi di culto cristiani, da ampie necropoli aperte e da piccoli nuclei funerari nobiliari.

MEDAGLIONE AUREOGRAFICO CON TRIPLICE RITRATTO 230-250 d.C.

Mer, 07/06/2017 - 14:27 -- Armando
Brescia, medaglione aureografico con triplice ritratto 230-250 d.C.

Il tondo vitreo a fondo oro con ritratti fa parte della decorazione della famosa Croce di Desiderio: un sontuoso arredo sacro, proprietà tesoro del Monastero di Santa Giulia, che era custodito nella cappella di Santa Maria in Solario. La tradizione attribuisce la Croce a Desiderio e Ansa, i sovrani  che fondarono il Monastero nel 753. In realtà, si tratta di un’oreficeria del IX secolo, che si inserisce nella tradizione delle croci gemmate carolinge.

Lipsanoteca 360 – 370 d. C.

Lun, 15/05/2017 - 15:12 -- Armando
Brescia, Lipsanoteca 360 – 370 d. C.

Nell’aula inferiore del sacello romanico di Santa Maria in Solario, nel Monastero di Santa Giulia, è custodito un cofanetto in avorio, definito da Kurt Weitzmann “il più importante reliquiario eburneo dell’antichità cristiana”, noto come lipsanoteca (dal greco: contenitore di reliquie). È un’opera paleocristiana degli ultimi decenni del IV secolo d.C. ed era parte del  tesoro di Santa Giulia, cioè la suppellettile liturgica e devozionale in uso nel monastero fino alla sua soppressione, alla fine del ‘700.

Anfore da trasporto I sec. a. C.– IV sec. d. C.

Mer, 05/04/2017 - 09:46 -- Anonimo (non verificato)
Brescia, Anfore da trasporto I sec. a. C.– IV sec. d. C.

Giunte nelle collezioni museali tra il 1906 e il 1935, furono ritrovate durante scavi effettuati nel territorio bresciano. La forma e le analisi archeometriche relative all’impasto argilloso e agli inclusi in esso presenti hanno permesso di risalire al loro contenuto e alla loro provenienza, collocandole in un arco cronologico molto ampio che va dalla fine dell’epoca repubblicana alla tarda età imperiale.

Monumenti funerari da via Mantova

Gio, 16/03/2017 - 14:23 -- Anonimo (non verificato)
Brescia, Monumenti funerari da via Mantova

Nel 1959, durante lo scavo per le fondazioni di un palazzo in via Mantova 8, venne alla luce una struttura costituita da un filare di lastre orizzontali, un successivo corso di blocchi verticali e un terzo di blocchi orizzontali. La struttura, alta 1,70 mt e larga 1,4 mt, venne messa in luce per 24 mt di lunghezza, assieme ad un altro muro a nord realizzato con pietrame, frammenti laterizi e malta. Lo scavo non fu subito segnalato alla Soprintendenza che poté intervenire solo in seguito.

Pagine