Portale del turismo del Comune di Brescia: tutte le informazioni utili per la visita della città

  • English
  • Français
  • Deutsch
  • Español
  • Italiano

Punti di interesse

“La dea dell’amore”: statue di Afrodite a Brescia

Gio, 16/05/2019 - 15:37 -- fsalomoni
Brescia, Statua di Afrodite

Felix, victrix e genitrix sono i tre aggettivi che i Romani riferivano a Venere, divinità legata alla sfera della fecondità e alle origini di Roma in quanto madre di Enea. Associata alla greca Afrodite, è soprattutto a partire dal III secolo a. C. che il culto della dea riveste una certa importanza; da Silla (inizi I sec. a.C.) viene scelta come patrona, mentre Cesare ne rivendica la discendenza e dedica proprio a Venere Genetrice il tempio nel Foro, che egli fa costruire prima di essere assassinato.

Le raffigurazioni che conosciamo in ambito romano derivano da modelli iconografici del repertorio greco e tra queste figurano anche le statue bresciane, tre soggetti tra loro diversi per dimensioni e contesti di provenienza.

Epigrafi dal Capitolium di Brescia

Mar, 05/03/2019 - 11:51 -- ozamboli
Brescia, epigrafi dal Capitolium

Durante l’antichità la cella centrale del Capitolium ha ospitato a lungo la statua colossale del dio Giove. Il tempio venne riscoperto grazie agli scavi promossi dall’Ateneo di Scienze Lettere ed Arti di Brescia fra il 1823 e il 1826 e qui nacque il Museo Patrio nel 1830. L’aula centrale assunse allora una nuova funzione, ricordata nell’iscrizione posta sul passaggio fra la cella centrale e quella occidentale: fu scelta per accogliere una ricca collezione di epigrafi, provenienti dalla città e dal territorio. 

L’ideale guerriero. Le armi longobarde tra Santa Giulia e il Museo delle Armi L. Marzoli

Gio, 07/02/2019 - 11:26 -- fuva
Brescia, armi longobarde

Il periodo di dominazione longobarda non può essere considerato una breve e marginale parentesi nella storia bresciana, numerose infatti sono le testimonianze archeologiche legate alla prima fase di occupazione, tra la fine del VI e la prima metà del VII sec., provenienti da corredi funerari di esponenti dell’aristocrazia guerriera.
La vetrina dedicata ai Longobardi, all’interno della recentissima sezione archeologica del Museo delle Armi Luigi Marzoli, espone diversi interessanti esemplari di armi che potevano fare parte dell’armamento di un guerriero dell’epoca.

Capitelli con guerriero, vittoria alata, figura femminile ed erote dal Teatro romano di Brescia

Ven, 11/01/2019 - 15:25 -- fuva
Brescia, capitello con erote dal Teatro romano

Addossato alle pendici del colle Cidneo, in posizione scenografica nel piano urbano della città, il teatro dell’antica Brixia romana rappresenta ancora oggi uno degli illustri sconosciuti del panorama storico-artistico cittadino. Una serie di scavi sistematici e demolizioni, alternati a lunghi periodi di abbandono, si sono susseguiti dal 1823 al 2000 permettendo di ricostruire le vicissitudini che hanno interessato il monumento probabilmente fin dall’epoca augustea. 

"Gli abitanti di Parga abbandonano la loro patria" di Francesco Hayez

Ven, 14/12/2018 - 11:34 -- frovati
Brescia, I profughi di Parga di Hayez

La commissione della grande tela si deve a Paolo Tosio: il mecenate aveva chiesto inizialmente ad Hayez un dipinto di soggetto mitologico, ovvero una Psiche, ma quando questi fece notare che il tema non era di suo gradimento perché troppo classico, il collezionista bresciano accettò di buon grado che fosse il pittore a scegliere ciò che fosse più consono al suo sentire. Accettando quindi la proposta di questo episodio di storia contemporanea che aveva suscitato larga risonanza in Europa, Tosio riconobbe al pittore anche la libertà di accrescere le dimensioni del dipinto, per garantire un migliore effetto. Ne nacque una delle opere più celebri del romanticismo italiano, nella quale la condotta accademica del disegno sostiene la rappresentazione corale della tragedia di un popolo oppresso.

I vetri veneziani della collezione Brozzoni

Mer, 07/11/2018 - 12:37 -- epezzotti
Brescia, i vetri veneziani della collezione Brozzoni

Nel 1863, anno della sua morte, il collezionista bresciano Camillo Brozzoni donò al Comune le proprie raccolte d’arte, che comprendevano dipinti antichi e moderni, stampe e oggetti quali ceramiche, bronzetti, medaglie, oreficerie, avori, smalti e uno straordinario nucleo di vetri veneziani, la cui preziosità e peculiarità era già riconosciuta dai contemporanei. 

Corsaletto da piede da munizione dell'Ordinanza di Ghedi

Lun, 10/09/2018 - 16:01 -- Armando
Brescia, corsaletto da piede da munizione dell'Ordinanza di Ghedi

Le Ordinanze Territoriali, o Cernide, erano una milizia volontaria, arruolata su base locale in ogni comunità, istituita dalla Serenissima in alcune aree periferiche dello Stato. Celebri sono quelle istituite nel territorio bresciano, per la qualità delle armature di produzione bresciana destinate ai picchieri, su cui compare il nome della comunità stessa.
Dai regolamenti del tempo apprendiamo infatti che le milizie erano composte da archibugeri e picchieri. I primi si trovavano nelle valli mentre nella pianura bresciana erano diffusi i secondi.

Palazzo Martinengo Colleoni di Malpaga

Gio, 05/07/2018 - 14:19 -- Laura

Oggi il palazzo è sede di MO.CA, il centro per le nuove culture dove hanno sede associazioni culturali, aree espositive e ateliers creativi.
Risalente al XVI secolo, il palazzo fu edificato per volere della famiglia Martinengo-Colleoni di Malpaga, fra le più antiche ed insigni di Bergamo. Il ramo della famiglia nacque alla fine del Quattrocento, quando i fratelli Gherardo, Gaspare e Jacopo Martinengo sposarono le figlie del condottiero Bartolomeo Colleoni, assumendo il nome congiunto di Martinengo Colleoni ed ereditandone i possedimenti, raccolti attorno ai centri di Malpaga e Cavernago. Alla fine del secolo la famiglia si trasferì dunque a Brescia, ponendo la loro residenza sulla piazzetta Sant'Alessandro, a sud, e realizzando qui il primo palazzo, abbastanza sobrio. A distanza di tempo, nella prima metà del Settecento, la famiglia, su progetto di Alfonso Torregiani, fece restaurare la sua dimora storica, facendone uno dei più imponenti palazzi barocchi della città. Nel 1787 i Martinengo commissionarono inoltre all’architetto Donegani l’elegante fontana della piazzetta di Sant’Alessandro, in armonia con la facciata del Palazzo.

L'armatura da campo aperto e i tornei in Italia nel XVI secolo

Gio, 05/07/2018 - 10:57 -- Armando
Brescia, armatura da campo aperto (XVI secolo)

Armatura per il torneo a cavallo detto “campo aperto”, composta da elmetto a incastro, spalletti, petto e schiena, bracciali interi alla moderna; manopola da lancia; arnesi completi. Rinforzata da gran guardaviso che sale a coprire la parte sinistra della ventaglia con ala sagomata in modo da coprire la spalla destra. Sopra è fissato il mezzo sovrappetto.
Il Braccio sinistro è rinforzato da un gran guardabracciale. Scarselle asimmetriche: la sinistra composta da due lame, la destra da tre scanalati; staffe a scarpa.

Pagine