Portale del turismo del Comune di Brescia: tutte le informazioni utili per la visita della città

  • English
  • Français
  • Deutsch
  • Español
  • Italiano

Punti di interesse

Capitelli con guerriero, vittoria alata, figura femminile ed erote dal Teatro romano di Brescia

Ven, 11/01/2019 - 15:25 -- Anonimo (non verificato)
Brescia, capitello con erote dal Teatro romano

Addossato alle pendici del colle Cidneo, in posizione scenografica nel piano urbano della città, il teatro dell’antica Brixia romana rappresenta ancora oggi uno degli illustri sconosciuti del panorama storico-artistico cittadino. Una serie di scavi sistematici e demolizioni, alternati a lunghi periodi di abbandono, si sono susseguiti dal 1823 al 2000 permettendo di ricostruire le vicissitudini che hanno interessato il monumento probabilmente fin dall’epoca augustea. 

"Gli abitanti di Parga abbandonano la loro patria" di Francesco Hayez

Ven, 14/12/2018 - 11:34 -- Anonimo (non verificato)
Brescia, I profughi di Parga di Hayez

La commissione della grande tela si deve a Paolo Tosio: il mecenate aveva chiesto inizialmente ad Hayez un dipinto di soggetto mitologico, ovvero una Psiche, ma quando questi fece notare che il tema non era di suo gradimento perché troppo classico, il collezionista bresciano accettò di buon grado che fosse il pittore a scegliere ciò che fosse più consono al suo sentire. Accettando quindi la proposta di questo episodio di storia contemporanea che aveva suscitato larga risonanza in Europa, Tosio riconobbe al pittore anche la libertà di accrescere le dimensioni del dipinto, per garantire un migliore effetto. Ne nacque una delle opere più celebri del romanticismo italiano, nella quale la condotta accademica del disegno sostiene la rappresentazione corale della tragedia di un popolo oppresso.

I vetri veneziani della collezione Brozzoni

Mer, 07/11/2018 - 12:37 -- Anonimo (non verificato)
Brescia, i vetri veneziani della collezione Brozzoni

Nel 1863, anno della sua morte, il collezionista bresciano Camillo Brozzoni donò al Comune le proprie raccolte d’arte, che comprendevano dipinti antichi e moderni, stampe e oggetti quali ceramiche, bronzetti, medaglie, oreficerie, avori, smalti e uno straordinario nucleo di vetri veneziani, la cui preziosità e peculiarità era già riconosciuta dai contemporanei. 

Corsaletto da piede da munizione dell'Ordinanza di Ghedi

Lun, 10/09/2018 - 16:01 -- Armando
Brescia, corsaletto da piede da munizione dell'Ordinanza di Ghedi

Le Ordinanze Territoriali, o Cernide, erano una milizia volontaria, arruolata su base locale in ogni comunità, istituita dalla Serenissima in alcune aree periferiche dello Stato. Celebri sono quelle istituite nel territorio bresciano, per la qualità delle armature di produzione bresciana destinate ai picchieri, su cui compare il nome della comunità stessa.
Dai regolamenti del tempo apprendiamo infatti che le milizie erano composte da archibugeri e picchieri. I primi si trovavano nelle valli mentre nella pianura bresciana erano diffusi i secondi.

Palazzo Martinengo Colleoni di Malpaga

Gio, 05/07/2018 - 14:19 -- Laura

Oggi il palazzo è sede di MO.CA, il centro per le nuove culture dove hanno sede associazioni culturali, aree espositive e ateliers creativi.
Risalente al XVI secolo, il palazzo fu edificato per volere della famiglia Martinengo-Colleoni di Malpaga, fra le più antiche ed insigni di Bergamo. Il ramo della famiglia nacque alla fine del Quattrocento, quando i fratelli Gherardo, Gaspare e Jacopo Martinengo sposarono le figlie del condottiero Bartolomeo Colleoni, assumendo il nome congiunto di Martinengo Colleoni ed ereditandone i possedimenti, raccolti attorno ai centri di Malpaga e Cavernago. Alla fine del secolo la famiglia si trasferì dunque a Brescia, ponendo la loro residenza sulla piazzetta Sant'Alessandro, a sud, e realizzando qui il primo palazzo, abbastanza sobrio. A distanza di tempo, nella prima metà del Settecento, la famiglia, su progetto di Alfonso Torregiani, fece restaurare la sua dimora storica, facendone uno dei più imponenti palazzi barocchi della città. Nel 1787 i Martinengo commissionarono inoltre all’architetto Donegani l’elegante fontana della piazzetta di Sant’Alessandro, in armonia con la facciata del Palazzo.

L'armatura da campo aperto e i tornei in Italia nel XVI secolo

Gio, 05/07/2018 - 10:57 -- Armando
Brescia, armatura da campo aperto (XVI secolo)

Armatura per il torneo a cavallo detto “campo aperto”, composta da elmetto a incastro, spalletti, petto e schiena, bracciali interi alla moderna; manopola da lancia; arnesi completi. Rinforzata da gran guardaviso che sale a coprire la parte sinistra della ventaglia con ala sagomata in modo da coprire la spalla destra. Sopra è fissato il mezzo sovrappetto.
Il Braccio sinistro è rinforzato da un gran guardabracciale. Scarselle asimmetriche: la sinistra composta da due lame, la destra da tre scanalati; staffe a scarpa.

C.AR.M.E. Centro Arti Multiculturali e Etnosociali

Mer, 27/06/2018 - 15:49 -- Laura
C.AR.M.E Brescia (facciata della ex chiesa dei Santi Filippo e Giacomo) ph. Alberto Petrò

L’Associazione artistica trae il suo nome dal Carmine, il popolare quartiere cittadino caratterizzato da una forte multi etnicità, crocevia di culture, sede di università, scuole e associazioni culturali e sociali, centro notturno di aggregazione giovanile e non.
C.AR.M.E. si occupa della promozione e dello sviluppo dell’arte contemporanea – con particolare attenzione alle nuove tendenze - in sinergia con il tessuto culturale, etnico e sociale del quartiere stesso e attraverso un approccio multi disciplinare, con la realizzazione di mostre temporanee, residenze artistiche, progetti di produzione artistica di teatro, danza, cinema, arti visive, musica e cultura digitale.
Ha sede presso la ex-chiesa dei Santi Filippo e Giacomo.

MA.CO.F Centro della Fotografia Italiana

Mer, 27/06/2018 - 15:37 -- Laura
Il tuffatore ph. Nino Migliori, collezione permanente MA.CO.F. Brescia

Ospitato all’interno del MO.CA, il centro per le nuove culture nel barocco Palazzo Martinengo Colleoni di Malpaga (dal cui acronimo il Ma.Co.f trae il suo nome), è una mostra permanente che ricostruisce la storia della fotografia italiana del secondo Novecento.
Un viaggio nelle “icone” della fotografia italiana e nelle storie dei suoi maggiori protagonisti, ma anche un percorso ragionato nell’evoluzione, negli interessi e nelle scelte estetiche e culturali della fotografia italiana.
E’ una collezione di oltre 250 fotografie originali, di 48 tra i più importanti e rappresentativi fotografi italiani del XX secolo, che spaziano dalla fotografia documentaria e giornalistica a quella di moda, dal ritratto alla fotografia di ricerca, dalla pubblicità alla fotografia di paesaggio e raccontano la ricchezza di stili e di personalità della fotografia italiana.

Figurina maschile in piombo di età imperiale

Gio, 07/06/2018 - 15:49 -- Armando
Brescia, figurina maschile in piombo di età imperiale

La statuina di età romana è in piombo e raffigura un uomo di età matura, nudo, in piedi. Fu rinvenuta a Brescia prima del 1880 e si possiedono due diverse notizie sul ritrovamento tra loro scarne e contrastanti: la notizia più antica colloca la scoperta presso la chiesa di san Francesco di Paola, una successiva presso la polveriera umbertina; entrambi i luoghi sono situati fuori dei limiti della città. Mancano del tutto informazioni sul contesto della scoperta.

La statuetta era stata interpretata come raffigurazione di uno dei Sileni, esseri in parte uomini in parte animali, seguaci del dio Bacco. Tuttavia l’utilizzo del piombo e alcuni dettagli della statuina hanno condotto di recente a una diversa interpretazione. In età romana, in Italia settentrionale, sono rarissimi i ritrovamenti di statuette di piombo, poiché per le figurine a tutto tondo, a destinazione cultuale o decorativa, veniva correntemente usato il bronzo. Inoltre la statuina è differente dai Sileni conosciuti per la posa statica, con le gambe strettamente aderenti l’una all’altra e le braccia unite dietro la schiena, con le mani sovrapposte, come legate. Un altro dato importante è fornito dall’evidente combustione subita nella zona inferiore delle gambe, che ha portato alla scomparsa di parte dei piedi.

Gli acquedotti romani di Brixia

Gio, 10/05/2018 - 16:19 -- Armando
Brescia, partitore di acque in piombo

Nella prima fase di attività dell’acquedotto romano di età augusteo-tiberiana, la modalità di distribuzione dell’acqua, tra la tubazione che partiva dalla vasca di partizione e le fistule per più utenze, o per più funzioni, pertinenti alle domus, è probabile che avvenisse tramite partitori di piombo. Una conferma potrebbe essere ascritta al rinvenimento casuale nel 1883, in piazza Martiri di Belfiore nella vecchia sede degli Uffici Postali di Brescia, di un partitore in piombo, privo di un contesto specifico di riferimento, frammisto ad are lapidee funerarie e votive.

Pagine