Portale del turismo del Comune di Brescia: tutte le informazioni utili per la visita della città

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Punti di interesse

SAN GIORGIO E IL DRAGO

Gio, 07/09/2017 - 17:06 -- Anonimo (non verificato)
Brescia, San Giorgio e il drago

La celebre tavola proviene dalla chiesa bresciana di San Giorgio: la prima menzione da parte delle fonti risale alla metà del Settecento e la descrive collocata nella sacrestia, sopra un “finto altare”. Non vi sono notizie circa la sua destinazione originaria, ma si può supporre che essa si trovasse sull’altare maggiore, al centro di un ricco e complesso tabernacolo ligneo, intagliato e dorato, che è attestato da documenti antichi. È verosimile che tale apparato sia stato smantellato quando, nel 1639, si mise mano al rinnovamento architettonico della chiesa: a quella fase dovrebbe risalire anche la ricca e ampia cornice entro la quale la tavola si presenta oggi. 

Già la guida settecentesca di Francesco Maccarinelli, in grande anticipo sulla diffusione di un autentico apprezzamento estetico per la pittura cosiddetta dei primitivi (ovvero degli artisti che fiorirono prima di Raffaello e del pieno affermarsi del Rinascimento), lodava la bellezza del dipinto, la dolcezza della scena e la finezza dell’esecuzione.

CROCI FUNERARIE D’ORO LONGOBARDE

Mar, 27/06/2017 - 16:38 -- Armando
Brescia, croci funerarie d'oro longobarde

Le crocette auree, esposte nella Sezione Altomedievale del Museo di Santa Giulia, provengono da scavi fortuiti effettuati tra il 1891 e il 1976. Il loro elevato numero (da 3 a 5 in ogni tomba, fino a 9 in alcuni casi, come a Calvisano), associato generalmente alle grandi dimensioni (anche oltre i 9 cm) e posto in relazione con la ricchezza dei corredi, ha attestato la presenza di prestigiose sepolture di individui di entrambi i sessi nel territorio bresciano.
Con l’arrivo dei Longobardi nella nostra penisola, infatti, nelle sepolture comparvero improvvisamente croci in lamina d’oro in corrispondenza del volto o del busto del defunto, probabilmente cucite al sudario mediante forellini perimetrali. Le inumazioni interessate sono risultate appartenere a defunti con un livello di ricchezza medio – alta, provenienti sia da contesti urbani sia rurali che castrensi; da sepolture legate a luoghi di culto cristiani, da ampie necropoli aperte e da piccoli nuclei funerari nobiliari.

MEDAGLIONE AUREOGRAFICO CON TRIPLICE RITRATTO 230-250 d.C.

Mer, 07/06/2017 - 14:27 -- Armando
Brescia, medaglione aureografico con triplice ritratto 230-250 d.C.

Il tondo vitreo a fondo oro con ritratti fa parte della decorazione della famosa Croce di Desiderio: un sontuoso arredo sacro, proprietà tesoro del Monastero di Santa Giulia, che era custodito nella cappella di Santa Maria in Solario. La tradizione attribuisce la Croce a Desiderio e Ansa, i sovrani  che fondarono il Monastero nel 753. In realtà, si tratta di un’oreficeria del IX secolo, che si inserisce nella tradizione delle croci gemmate carolinge.

Lipsanoteca 360 – 370 d. C.

Lun, 15/05/2017 - 15:12 -- Armando
Brescia, Lipsanoteca 360 – 370 d. C.

Nell’aula inferiore del sacello romanico di Santa Maria in Solario, nel Monastero di Santa Giulia, è custodito un cofanetto in avorio, definito da Kurt Weitzmann “il più importante reliquiario eburneo dell’antichità cristiana”, noto come lipsanoteca (dal greco: contenitore di reliquie). È un’opera paleocristiana degli ultimi decenni del IV secolo d.C. ed era parte del  tesoro di Santa Giulia, cioè la suppellettile liturgica e devozionale in uso nel monastero fino alla sua soppressione, alla fine del ‘700.

Anfore da trasporto I sec. a. C.– IV sec. d. C.

Mer, 05/04/2017 - 09:46 -- Anonimo (non verificato)
Brescia, Anfore da trasporto I sec. a. C.– IV sec. d. C.

Giunte nelle collezioni museali tra il 1906 e il 1935, furono ritrovate durante scavi effettuati nel territorio bresciano. La forma e le analisi archeometriche relative all’impasto argilloso e agli inclusi in esso presenti hanno permesso di risalire al loro contenuto e alla loro provenienza, collocandole in un arco cronologico molto ampio che va dalla fine dell’epoca repubblicana alla tarda età imperiale.

Monumenti funerari da via Mantova

Gio, 16/03/2017 - 14:23 -- Anonimo (non verificato)
Brescia, Monumenti funerari da via Mantova

Nel 1959, durante lo scavo per le fondazioni di un palazzo in via Mantova 8, venne alla luce una struttura costituita da un filare di lastre orizzontali, un successivo corso di blocchi verticali e un terzo di blocchi orizzontali. La struttura, alta 1,70 mt e larga 1,4 mt, venne messa in luce per 24 mt di lunghezza, assieme ad un altro muro a nord realizzato con pietrame, frammenti laterizi e malta. Lo scavo non fu subito segnalato alla Soprintendenza che poté intervenire solo in seguito.

"Immagine" di Romolo Romani

Mar, 10/01/2017 - 11:43 -- Armando
Brescia, Immagine di Romolo Romani

Dopo un esordio caricaturale ed espressionista e dopo le indagini sul volto umano, Romolo Romani, artista lombardo dotato di una particolare capacità anticipatrice circa le tendenze più all’avanguardia dell’arte europea e internazionale, è incamminato sulla strada della non figurazione, ancora una volta in anticipo rispetto ai generali andamenti dell’arte del suo tempo.Intorno al 1907 infatti si collocano i primi esperimenti astratto-concreti dell’artista. Immagine costituisce uno dei primi esempi di arte non figurativa a livello europeo: basti ricordare che il primo Acquerello astratto di Kandinskij è del 1910, così come è del 1912 il suo scritto Lo spirituale nell’arte, in cui proclama la volontà di rappresentare il rapporto tra forma e colore.

Affresco della Madonna in trono che allatta il Bambino con sant'Antonio Abate

Mar, 06/12/2016 - 12:24 -- Anonimo (non verificato)
Brescia, Museo Santa Giulia, la Madonna che allatta il Bambino

Nell’opera della collezione della Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, la Vergine, seduta su un sontuoso trono di fattura gotica riccamente intarsiato, è ritratta nel naturalissimo gesto della madre che allatta il Bambino. Assiste alla scena un Sant’Antonio, dalla lunga barba bianca, identificato dal saio monacale e dal caratteristico bastone con la campanella. Esso inclina la testa in direzione dei personaggi divini e rivolgendo lo sguardo verso lo spettatore lo invita alla riflessione e alla contemplazione.

Monumento funebre del vescovo Bollani

Lun, 14/11/2016 - 13:55 -- Anonimo (non verificato)
Brescia, Museo di Santa Giulia, Monumento funebre del Vescovo Bollani

Il vescovo Domenico Bollani (Venezia, 10 febbraio 1514 – Roma, 12 agosto 1579), protagonista di una brillante carriera diplomatica a Londra, a Roma e a Venezia, giunse a Brescia in veste di podestà nel 1558, salvo diventarne vescovo l’anno successivo; come tale, partecipò al concilio di Trento, a diretto contatto con Carlo Borromeo. Nel 1574 fondò il seminario e istituì il sinodo della diocesi. Legatissimo a Brescia, decise di farsi seppellire in Duomo Vecchio e commissionò il monumento per la propria tomba allo scultore Alessandro Vittoria che, nel 1578, collocò in Duomo le statue di Cristo, oggi mutila delle braccia e delle gambe, e le allegorie della Fede e della Carità.

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