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"Adorazione dei Pastori" di Lorenzo Lotto

Mer, 02/12/2015 - 14:41 -- Anonimo (non verificato)
Tipologia: 
Brescia, "Adorazione dei Pastori" di Lorenzo Lotto

Tra il 1824 e il 1825, Paolo Tosio acquistò l’Adorazione dei Pastori di Lorenzo Lotto per la sua collezione, che in seguito avrebbe donato alla città di Brescia, fondando così la Pinacoteca Civica. Il quadro presenta quei caratteri di partecipata devozione e di intima commozione religiosa che il collezionista, in sintonia con i più moderni indirizzi artistici e di gusto, ricercava nelle opere del Rinascimento.
Di fatto, il carattere più evidente dell’opera è la capacità di trasformare lo schema della sacra conversazione in una riunione confidenziale che accomuna sullo stesso terreno e distribuisce la stessa indole ai personaggi divini e umani, riconducendo anche gli eventuali elementi simbolici a una dimensione naturalistica di straordinaria suggestione emotiva.

Nell’interno della capanna di Betlemme, due angeli con le ali spiegate introducono al cospetto della Sacra Famiglia i pastori, che recano in omaggio un agnello: in uno slancio di infantile tenerezza, il Bambino afferra con entrambe le mani il muso dell’animale, la cui presenza va letta come un riferimento al destino di Cristo e al suo salvifico sacrificio. Dallo sfondo buio della capanna, rischiarato a tratti dalla morbida luce crepuscolare che riverbera dal cielo squarciato dalla miracolosa apparizione degli angeli annuncianti, emergono le sagome scure dell’asino e del bue, quest’ultimo collocato proprio al centro della composizione.
Non si può non cogliere l’intensa caratterizzazione fisionomica dei due pastori, che sotto le casacche di panno indossano camicie bianche, farsetti di velluto, elaborati calzoni e calze fermate al ginocchio da nastri. Questi elementi portano a concludere che si debbano riconoscere qui i ritratti dei due committenti del dipinto. Merita attenzione il fatto che i due uomini abbiano scelto di farsi raffigurare come pastori: il travestimento pastorale implica un’esplicita e profonda dichiarazione di umiltà. In particolare, si possono rintracciare – in questo e in altri esempi, anche letterari, di identificazione del devoto con la figura del pastore – istanze condivise e radicate nella cultura religiosa tra Quattro e Cinquecento, profondamente segnata da aspirazioni devozionali e dalla propensione per il ripristino di una dimensione puramente evangelica.
Non stupisce che a farsi interprete di tali istanze sia proprio Lorenzo Lotto, un pittore che più di ogni altro seppe partecipare, con le opere e le scelte di vita, alle tensioni e ai bisogni di rinnovamento spirituale che scuotevano il suo tempo. In tal senso, basta ricordare che l’artista, gravato da sospetti di luteranesimo determinati probabilmente dal turbamento del suo animo religiosamente inquieto, concluse la sua vita in povertà, facendosi oblato della santa Casa di Loreto.

Lorenzo Lotto (Venezia 1480 circa – Loreto 1566)
Adorazione dei Pastori
Olio su tela, cm 146x166
1530
Pinacoteca Tosio Martinengo, Brescia
ora presso la sezione Ospite Eccellente
Santa Giulia, Museo della Città, Brescia

Galleria: