Portale del turismo del Comune di Brescia: tutte le informazioni utili per la visita della città

  • English
  • Français
  • Deutsch
  • Español
  • Italiano

Amazzonomachia - La battaglia delle Amazzoni

Lun, 06/10/2014 - 16:07 -- Armando
Tipologia: 
Brescia, Amazzonomachia, Santa Giulia Museo della città

Nella lastra, in marmo bianco a grana media, è visibile parte del combattimento tra sette Amazzoni, due delle quali montate a cavallo e una a terra con il proprio destriero, caratterizzate dal berretto frigio, dal chitone fermato sulla spalla sinistra che lascia il seno destro scoperto, e dagli stivali con il bordo risvoltato, gli embades; Amazzoni che lottano contro sei guerrieri nudi, taluni con elmo e uno a terra con klamis.

All’estremità sinistra si intravvede il braccio di un’altra figura mentre a quella destra il piede e il contorno della gamba di un altro combattente. La lastra risulta tagliata alle estremità, forse in occasione del reimpiego. L’intrico dei corpi, enfatizzati dai chiaroscuri del rilievo, conferisce alta drammaticità alla scena, sottolineata anche dalle pieghe nervose dei panneggi che, in particolare nella parte destra della lastra, coprono completamente il piano di fondo. Le numerose e sovrapposte posture di Ammazzoni, guerrieri e cavalli, che marcano con la loro posizione le diverse profondità di campo, sembrano segnare, pur nella continuità del rilievo, una pausa del ritmo in corrispondenza della coppia centrale costituita dal guerriero nudo stante che con il braccio sinistro trattiene per i capelli la donna inginocchiata che gli sta davanti, mentre con il destro sta per sferrare un colpo. Tale cesura sembra porre l’accento su queste due figure che dovevano segnare l’asse mediano della lastra.

La scena è delimitata inferiormente da un listello liscio sporgente, che funge da piano di appoggio per le figure; sotto di esso è una gola con foglie a rilievo ed una fila di dentelli piuttosto piatti; superiormente la cornice è frammentaria e si conserva la fila di ovoli con profondi sgusci e lancette.
La lastra appartiene a una fronte di sarcofago prodotto tra il II ed il III secolo d. C. nella regione greca di Atene, l’Attica. A partire infatti dal regno dell’imperatore Adriano (118-138 d. C.), sino alla seconda metà del III secolo d. C., alcune botteghe di quella regione si specializzarono nella realizzazione di sarcofagi, prevalentemente in marmo proconnesio, con scene di battaglie mitologiche scolpite in funzione dell’esaltazione del defunto, che veniva paragonato all’eroe del mito.
In questo caso la scena scolpita ha come protagonisti eroi ateniesi, raffigurati nudi, e le Amazzoni, guerriere a cavallo di origine orientale, caratterizzate da un particolare copricapo e da una tunica che lascia scoperti la spalla ed il seno destro. L’intricato rilievo allude probabilmente all’episodio mitico della battaglia che ebbe luogo alle pendici dell’acropoli di Atene, quando le Amazzoni tentarono di liberare la loro regina Antiope, che era stata rapita e sposata da Teseo con l’aiuto di altri guerrieri ateniesi.

Il tema della morte e l’eroicità del combattimento fanno diretto riferimento alla destinazione della cassa e alla virtù del defunto.
I sarcofagi attici venivano esportati in tutto il Mediterraneo; attraverso l’Adriatico arrivavano ad Aquileia e da qui venivano distribuiti in Italia settentrionale. In alcuni casi arrivavano lavorati parzialmente e venivano poi finiti dai lapicidi locali sulla base delle esigenze della committenza. Ad Aquileia, considerato il largo favore di cui questi manufatti godettero, si formarono botteghe specializzate che avviarono una produzione propria.
Sia i prodotti attici sia quelli aquileiesi, per il tipo di marmo usato e per la complessità dei rilievi, erano destinati a personaggi di rango sociale elevato. Per quanto riguarda i pochi esemplari attici rinvenuti a Brescia (scoperti tutti nell’area del monastero e casi unici in tutta la provincia) si può ipotizzare che essi siano appartenuti a membri di famiglie illustri.

La lastra è stata recuperata nell’ottobre del 1998 dal pavimento, steso in età bassomedievale, nella chiesa di San Salvatore; era stata infatti reimpiegata con la parte a rilievo rivolta verso il basso, insieme ad altri frammenti di sarcofago di età romana.
 

Galleria: