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Armatura da cavaliere, detta “Massimiliana”

Gio, 27/08/2015 - 16:31 -- Armando
Tipologia: 
Brescia, Armatura alla Massimiliana, Castello, Museo delle Armi

Il termine “massimiliana” indica una tipologia di armature a piastre d'acciaio prodotte per lo più in area tedesca fra il 1510 e il 1535 circa, in uso nella cavalleria pesante rinascimentale. Eredi dell'armatura gotica, sono caratterizzate da fitte scannellature parallele, che richiamano il panneggio degli abiti di corte, funzionali a deflettere i colpi delle armi bianche.
Il nome deriva dall'imperatore Massimiliano I d'Asburgo (regnante tra il 1486 e il 1519) il cui gusto in fatto di armature determinò questo orientamento.
La “massimiliana” del Museo Marzoli, alta 186 cm, in acciaio temprato, è un raro esempio di questa produzione. Secondo i criteri del collezionismo “integratore” cui il Marzoli si conforma, è stata integrata in alcune parti mancanti con pezzi coevi e tipologicamente affini. Datata 1520, è ancora concepita secondo gli schemi quattrocenteschi, ne fanno fede le numerose componenti. Si distacca invece dalle precedenti armature pesanti e rigide, per la sua maggior leggerezza (pesa 25/30 kg) che consente una buona mobilità sul campo e a cavallo.

La fabbricazione tedesca trova diversi riscontri tra le “massimiliane” coeve prodotte in Germania. La realizzazione di alcuni componenti mostra infatti peculiarità tipiche di quest’area (ad es. elmetto e resta alla tedesca, l’ala a farfalla del ginocchiello, le scarpe a zampa d’orso…).
Per la notevole tecnica esecutiva e l’accuratezza nei dettagli, l’armatura “alla massimiliana” rappresenta una preziosa testimonianza del “genio armigero” dei “poeti del ferro”, così come il Marzoli amava definire gli armaioli antichi.
La descrizione di un pezzo così complesso impone, per una corretta metodologia di classificazione, l’adozione di un estremo tecnicismo terminologico.
L’armatura  della collezione Marzoli, presenta una decorazione consistente in una fitta spigolatura disposta in senso longitudinale su tutta la superficie e si presenta così composta:
elmetto alla tedesca tondeggiante con leggera cresta dentata, visiera “a mantice” con fessure oculari e per l’areazione, barbozza sagomata. Gola articolata in 4 lame, provvista di padiglione anteriore e posteriore.
La maglia ad anelli sottostante, utilizzata per proteggere le parti scoperte dell’armatura, non appartiene all’insieme originale.
A protezione degli arti superiori ci sono: gli spallacci senz’ala agganciati in alto alla gola e inferiormente ai bracciali. Questi, articolati in due parti distinte innestate su una cubitiera chiusa,  terminano con manopole a mittene, ovvero in lamine trasversali scorrenti su tutte le dita.
La protezione del petto è affidata ad una piastra unica lavorata con spigolature a raggiera ed inferiormente bombata. Presenta a destra la resta (concava, alla tedesca), gancio su cui veniva appoggiata la lancia.
La schiena è pure costituita da un’unica piastra cannellata terminante in lama di vita, cui è ribadita la lama di batticulo che è fissata al petto con una cintura moderna.
Più sotto la falda, articolata in più lame, garantisce la protezione dell’inguine.
Gli arti inferiori sono protetti dalle gambiere, esclusive delle armature da cavallo e da torneo, composte da quattro parti: le scarselle che avvolgono le cosce, il ginocchiello caratterizzato da un’ampia ala a farfalla, gli schinieri chiusi e le scarpe a zampa d’orso.
I pezzi sono collegati tra loro da incastri, ribattini e cinturini in cuoio.
 

ARMATURA DA CAVALIERE, detta “MASSIMILIANA”
Germania 1520 circa
Museo delle Armi Luigi Marzoli, Castello, Brescia

 
Galleria: