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C.AR.M.E. Centro Arti Multiculturali e Etnosociali

Mer, 27/06/2018 - 15:49 -- Laura
Tipologia: 
C.AR.M.E Brescia (facciata della ex chiesa dei Santi Filippo e Giacomo) ph. Alberto Petrò

L’Associazione artistica trae il suo nome dal Carmine, il popolare quartiere cittadino caratterizzato da una forte multi etnicità, crocevia di culture, sede di università, scuole e associazioni culturali e sociali, centro notturno di aggregazione giovanile e non.
C.AR.M.E. si occupa della promozione e dello sviluppo dell’arte contemporanea – con particolare attenzione alle nuove tendenze - in sinergia con il tessuto culturale, etnico e sociale del quartiere stesso e attraverso un approccio multi disciplinare, con la realizzazione di mostre temporanee, residenze artistiche, progetti di produzione artistica di teatro, danza, cinema, arti visive, musica e cultura digitale.
Ha sede presso la ex-chiesa dei Santi Filippo e Giacomo.

La chiesa e il vasto convento annesso vengono fondato da un gruppo di Umiliati provenienti da Erbusco alla fine del XII secolo. La residenza dell'ordine, stabilita lungo il corso del torrente Bova e presso la porta dell'Albera, nell'angolo nord-ovest della città murata, era legata alla necessità di riscuotere i pedaggi e le imposte sui mulini, secondo le tradizionali competenze attribuite agli Umiliati. Con la soppressione dell'ordine, avvenuta nel 1571, la direzione del convento viene affidata alle suore dei Santi Pietro e Marcellino, che vi si insediarono nel 1585. Un secolo più tardi, nel 1670, la chiesa viene riedificata su progetto di Giovanni Antonio Girelli. Nel 1797 il convento viene soppresso dal governo napoleonico e nel 1890 per allargare la strada secondo quanto previsto dal piano di risanamento del 1887, l'abside viene troncata, portando all'inversione dell'orientamento della chiesa e costruendo una nuova facciata sulla via. La chiesa sconsacrata, già sede dell'Archivio notarile, di cui restano le balconate impreziosite da graziose ringhiere in ferro battuto, è attualmente utilizzata come spazio espositivo dall’Associazione C.AR.M.E., mentre gli altri settori dell'antico complesso sono stati demoliti nel 1935.

Della chiesa appare oggi, in particolare, l'imponente facciata ricostruita dopo la troncatura dell'antica abside, che portò all'inversione degli interni. Il nuovo prospetto è in stile neogotico con profilo a capanna, caratterizzato dall'alternanza di fasce in cotto e pietra bianca. Al centro si apre una grandissima trifora con archi acuti dal perimetro in cotto dentellato, inscritti entro un più ampio arco di forma analoga. A coronamento è infine posta una spessa fascia in cotto e in pietra ad archetti e dentellature. Durante la ricostruzione, in tutta la facciata sono stati murati elementi di recupero di vario tipo, provenienti dall'abside demolita. Nel registro inferiore, ad esempio, si notano alcune iscrizioni antiche, una delle quali menziona uno xenodochio, o ricovero per indigenti e forestieri. Sopra la trifora, invece, sono stati inseriti invece alcuni bassorilievi che raffigurano un leone rampante, stemma civico, ed i due santi patroni Faustino e Giovita in vesti di cavalieri armati, con lance e vessillo. Tutt'attorno si riconoscono infine altri preziosi elementi recuperati quali frammenti di colonnine tortili, capitelli e plinti murati nella facciata secondo un gusto tipicamente tardo ottocentesco, riscontrabile in altre architetture cittadine coeve quali il Castelletto dei dazi in via San Faustino. Notare, sempre all'esterno, la porzione dell'absidiola  romanica nord che ancora oggi sopravvive, nell'angolo inferiore destro della facciata, caratterizzata da una monofora e da una fascia di archetti a coronamento. La struttura interna si imposta su un'aula unica con volta a botte di copertura. Le pareti sono decorate da lesene di ordine corinzio che inquadrano due cappelle per lato, oggi prive di qualunque arredo sacro. Dietro l'altare maggiore era invece ricavato un vano rettangolare adibito a coro delle monache. L’organo a canne e le opere un tempo conservate nella chiesa sono oggi dispersi o non più rintracciabili.

www.carmebrescia.it