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Dittico dei Lampadii

Ven, 06/04/2018 - 11:03 -- Anonimo (non verificato)
Tipologia: 
Brescia, Dittico dei Lampadii

La tavoletta in avorio costituiva la valva sinistra di un dittico consolare, dono di prestigio dedicato da alti dignitari ad amici e familiari in occasioni importanti per la loro carriera politica. Nell’avorio è scolpita una scena di corse nel circo che si svolge alla presenza di un console, riprodotto con evidente prospettiva gerarchica all’interno di un tribunal tra altri due dignitari; il console è ritratto poco dopo aver dato il via alla gara di quadrighe all’interno del circo. Simbolo di questo importante ruolo erano lo scettro tenuto nella mano sinistra e la mappa (stoffa bianca), stretta nella sua mano destra. La corsa di quadrighe si svolge come di consueto intorno alla spina centrale, riprodotta obliquamente e ricca di decorazioni e arredi quali l’obelisco centrale, trofei d’armi ai piedi dei quali sono ritratte due coppie di prigionieri accucciati. Alle estremità della spina i coni simmetrici indicavano i giri da percorrere.

Come indica il frammento di iscrizione (L)AMPADIORVM incisa sul lato superiore della valva, il console ritratto apparteneva alla gens dei Lampadii; elementi stilistici impediscono di credere che si tratti del primo console ordinario noto della famiglia, assurto alla carica nel 530 d. C. È più probabile che si tratti di un consul suffectus, che ricoprì questa carica nel 396, come riportano le fonti storiche, cronologia meglio compatibile con le caratteristiche storico-artistiche dell’intaglio dell’avorio. Il consul suffectus aveva il compito di organizzare uno spettacolo in occasione della festa delle Parilia, che cadevano tra il 19 e il 21 aprile, in occasione dei natali di Roma. Il dittico doveva quindi celebrare il compimento di questo incarico, portato a termine con il collega che lo affiancava, probabilmente riprodotto nella valva oggi perduta.

L’opera nel 1750 era di proprietà del cardinale Angelo Maria Querini, ma non se ne conoscono né il luogo né la data di acquisto. Dal 1882 venne assegnato dalla Biblioteca Queriniana al Civico Museo Cristiano.

DITTICO DEI LAMPADII

396 d. C.
dalla collezione del Cardinale Angelo Maria Querini
ora Sezione Romana
Santa Giulia Museo della città

Galleria: