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Epigrafi dal Capitolium di Brescia

Mar, 05/03/2019 - 11:51 -- Anonimo (non verificato)
Tipologia: 
Brescia, epigrafi dal Capitolium

Durante l’antichità la cella centrale del Capitolium ha ospitato a lungo la statua colossale del dio Giove. Il tempio venne riscoperto grazie agli scavi promossi dall’Ateneo di Scienze Lettere ed Arti di Brescia fra il 1823 e il 1826 e qui nacque il Museo Patrio nel 1830. L’aula centrale assunse allora una nuova funzione, ricordata nell’iscrizione posta sul passaggio fra la cella centrale e quella occidentale: fu scelta per accogliere una ricca collezione di epigrafi, provenienti dalla città e dal territorio. 

Luigi Basiletti, fra gli artefici del progetto, fece disporre “le lapidi secondo il metodo praticato nel Museo Vaticano, cioè tutte incassate nel muro e distanti l’una dall’altra centimetri 4”; quelle che non era possibile rimuovere dalle sedi del reimpiego furono ricopiate con la tecnica trompe-l’oeil dal pittore Fausto Joli. Le epigrafi vennero quindi disposte lungo le pareti e divise per temi, come ricordano i titoli riportati sulle varie sezioni.
I testi costituiscono un’importante testimonianza su diversi aspetti della storia cittadina: se al centro della parete di fondo campeggiano iscrizioni storiche, come quella che ricorda l’acquedotto/gli acquedotti cittadini inaugurati sotto Tiberio, e quelle onorarie, che dovevano decorare le basi di statue delle elites locali, sulla parete occidentale sono invece raccolte epigrafi che raccontano di antichi culti (dalle dediche agli dei del pantheon tradizionale a quelle più curiose per le Matrone, per le Fate Dervone o per il misterioso Tullino).

Le epigrafi più interessanti sono però quelle della parete orientale, gli epitaphia virorum et feminarum: in questi monumenti funerari sono raccontati, con pochi memorabili tratti, la vita di uomini come Anterio Asiatico, le glorie effimere del liberto Lucio Camurio Pandaro o l’amore di Gaio Silleno Sereniano per la moglie.

Talvolta le iscrizioni si rivolgevano direttamente al viaggiatore che le osservava... “Se il vento o la polvere ti rallentano, viaggiatore”: così recita l’iscrizione metrica del monumento di Publio Atinio, posto “ai confini dell’Italia, a Vobarno”, invitandoci ancora oggi a fermarci e a riflettere...

LE EPIGRAFI RACCONTANO. L’AULA CENTRALE DEL CAPITOLIUM
epoca imperiale prevalentemente - I/III sec. d.C.

Aula centrale del Capitolium
 

Galleria: