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Figurina maschile in piombo di età imperiale

Gio, 07/06/2018 - 15:49 -- Armando
Tipologia: 
Brescia, figurina maschile in piombo di età imperiale

La statuina di età romana è in piombo e raffigura un uomo di età matura, nudo, in piedi. Fu rinvenuta a Brescia prima del 1880 e si possiedono due diverse notizie sul ritrovamento tra loro scarne e contrastanti: la notizia più antica colloca la scoperta presso la chiesa di san Francesco di Paola, una successiva presso la polveriera umbertina; entrambi i luoghi sono situati fuori dei limiti della città. Mancano del tutto informazioni sul contesto della scoperta.

La statuetta era stata interpretata come raffigurazione di uno dei Sileni, esseri in parte uomini in parte animali, seguaci del dio Bacco. Tuttavia l’utilizzo del piombo e alcuni dettagli della statuina hanno condotto di recente a una diversa interpretazione. In età romana, in Italia settentrionale, sono rarissimi i ritrovamenti di statuette di piombo, poiché per le figurine a tutto tondo, a destinazione cultuale o decorativa, veniva correntemente usato il bronzo. Inoltre la statuina è differente dai Sileni conosciuti per la posa statica, con le gambe strettamente aderenti l’una all’altra e le braccia unite dietro la schiena, con le mani sovrapposte, come legate. Un altro dato importante è fornito dall’evidente combustione subita nella zona inferiore delle gambe, che ha portato alla scomparsa di parte dei piedi.

Queste informazioni inducono a pensare che si trattasse di una figurina usata nell’ambito della magia nera, negativa, per arrecare danno a una vittima prescelta. Il rito magico prevedeva che l'incantesimo fosse pronunciato dal mago, oppure scritto su un altro supporto, come una laminetta in piombo, in questo caso andato perduto. Altri dettagli della statuetta ne rivelano l'utilizzo intrinseco: il piombo veniva usato nella magia nera per le sue caratteristiche intrinseche, cioè freddo al contatto, pesante, di colore grigiastro.

Il rituale era denominato in latino defixio, da defigere, inchiodare, immobilizzare: infatti la statuina presenta le braccia immobilizzate dietro il dorso e le gambe unite. Anche la bruciatura era una parte importante del rito magico: poteva servire ad annientare la vittima oppure, nel caso di incantesimi erotici, a farla bruciare d’amore per chi aveva commissionato il rituale.
Gli incantesimi si concludevano con la deposizione della figurina magica in un pozzo o una cavità nel terreno, nell’acqua, nelle tombe, cioè in quei luoghi che per gli antichi mettevano in contatto con l’aldilà, in modo da far arrivare  la supplica ai demoni invocati il più direttamente possibile.
Se l’ipotesi proposta è corretta, la statuina testimonia un caso di magia nella Brixia dei primi secoli dell’età romana imperiale.

FIGURINA MASCHILE IN PIOMBO
Età imperiale
Santa Giulia Museo della città

Galleria: