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Gallo di Ramperto

Lun, 04/07/2016 - 12:12 -- Anonimo (non verificato)
Tipologia: 
Brescia, Museo Santa Giulia, Gallo di Ramperto

Il gallo cosiddetto del Vescovo Ramperto è un segnavento girevole, collocato in origine sul campanile della chiesa di San Faustino a Brescia. L’opera risale alla prima metà del IX secolo.

Ha un’ossatura in ferro su cui è fissata, con chiodi, una duplice lamina di rame decorata a sbalzo; è probabile che avesse gli occhi di pasta vitrea e sono ancora evidenti tracce della doratura e della argentatura che originariamente lo ricoprivano.

La testa dell’animale è ben caratterizzata dalla cresta e dai bargigli posti sotto il becco; il piumaggio del corpo è poco evidente ma l’andamento delle ali è segnato con rilievi. La coda è l’elemento più attraente dell’oggetto: è costituita da cinque penne, larghe e piatte, di cui una più lunga delle altre; sono proprio queste che permettevano al gallo di indicare, roteando, la direzione del vento, anche grazie alla base su cui è imperniato, formata da due sfere di grandezza decrescente, raccordate da un cilindro.

La coda è particolarmente interessante perché sulla penna più lunga sono visibili frammenti dell’iscrizione latina originaria in carattere maiuscolo, che riconduce al Vescovo Ramperto e al suo episcopato, permettendo quindi di formulare una presunta datazione dell’oggetto. L’iscrizione è purtroppo molto lacunosa, poiché i soldati veneti, accasermati nel Castello, erano soliti sparare con l’archibugio, per divertimento, per colpire e far girare il gallo; questo utilizzo improprio ha portato numerosi danni all’opera e soprattutto la perdita delle piume e di una parte dell’iscrizione, giunta sino a noi completa grazie ad una trascrizione del 1455. È inoltre visibile sulle piume più piccole un graffito, che riporta probabilmente la firma dell’autore.

Come era uso consueto dal basso Medioevo in poi porre banderuole sulle cime di chiese e torri campanarie, anche il Vescovo Ramperto volle che fosse posto un gallo segnavento sulla cima del campanile di San Faustino, proprio per simboleggiare “la diurna e notturna vigilanza dei monaci nelle preghiere liturgiche”.

Il gallo è entrato nelle collezioni del museo nel 1891 su richiesta della Commissione del Museo Patrio ed è attualmente esposto nella Sezione dei Longobardi e Carolingi come simbolo, in realtà, della presenza Carolingia in città; infatti il monastero di San Faustino,  cenobio maschile, venne fondato dai carolingi  per contrastare il potere e il prestigio del monastero femminile di Santa Giulia, fondato dai Longobardi.

Gallo di Ramperto
820-830 d.C
Lamina di rame originariamente dorata e argentata su armatura in ferro
42x35 cm
Museo di Santa Giulia

 

Galleria: