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Gli acquedotti romani di Brixia

Gio, 10/05/2018 - 16:19 -- Armando
Tipologia: 
Brescia, partitore di acque in piombo

Nella prima fase di attività dell’acquedotto romano di età augusteo-tiberiana, la modalità di distribuzione dell’acqua, tra la tubazione che partiva dalla vasca di partizione e le fistule per più utenze, o per più funzioni, pertinenti alle domus, è probabile che avvenisse tramite partitori di piombo. Una conferma potrebbe essere ascritta al rinvenimento casuale nel 1883, in piazza Martiri di Belfiore nella vecchia sede degli Uffici Postali di Brescia, di un partitore in piombo, privo di un contesto specifico di riferimento, frammisto ad are lapidee funerarie e votive.

Si tratta di una scatola cilindrica (h cm 37, diametro cm 42) formata da una lamina in piombo dello spessore di un centimetro, saldata a caldo alle estremità da un cordolo in piombo; a chiusura due dischi plumbei rivoltati sul cilindro per cm 4,5. I fori per l’inserimento delle fistule, presenti in numero di cinque e di varie misure, sono distribuiti sulla superficie cilindrica e un solo foro centrale è presente nel disco superiore. Dei quattro fori sulla parete del cilindro di piombo, due corrispondono esattamente nei diametri alle misure della tabula fistularum di Frontino, rispettivamente cm 5,5 e cm 9,5, denominate la prima fistula duodenaria, la seconda fistula vicenaria. Gli altri fori corrisponderebbero approssimativamente alle dimensioni richieste dal codice frontiniano; di particolare interesse un foro laterale, con un diametro di cm 9 e spessore di cm 0,5, formato da un manicotto in piombo nel quale è rimasta inserita una porzione di fistula, corrispondente anch’essa ad una vicenaria, il cui modulo di portata sarebbe di 7,8 l/s di acqua. Inoltre, è presente, collocato al limite superiore della lamina cilindrica, un piccolo foro corrispondente ad una quinaria erogante 0,48 l/s, considerata l’unità base dei moduli frontiniani. Le diverse portate idriche del partitore (quinaria, duodenaria e vicenaria), pur assolvendo a funzioni diverse secondo il modulo predisposto, forniscono complessivamente un valore pari a una quinquagenaria (circa 20 l/s), metà di quello fornito dal partitore dell’acquedotto augusteo-tiberiano di via Brigida Avogadro.
Allo stato attuale degli studi è ancora difficile definirne con precisione il servizio nella distribuzione idrica. Certamente bisogna riconoscere al manufatto un’importante funzione di partitore terminale in utilizzo per le domus urbane.

PARTITORE DI ACQUE IN PIOMBO

Sezione romana
Santa Giulia Museo della città