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La "Rotella da pompa" di Bartolomeo Piatti (?)

Mer, 25/06/2014 - 10:15 -- Armando
Tipologia: 
Brescia, la "Rotella da pompa" di Bartolomeo Piatti (?), Museo delle Armi L. Marzoli, presso il Castello

La raffinata rotella da pompa, già nella prestigiosa collezione Rotschild e poi passata in quella dell’industriale Luigi Marzoli, rientra nelle diverse tipologie di scudi circolari in uso nel Cinquecento. La definizione “da pompa” proviene dal suo utilizzo ad pompam vel ostentationem, ovvero per simboleggiare la ricchezza e la potenza del suo possessore; si presenta infatti più come opera d'arte che come strumento bellico. Abbinato ad armature di alto pregio, questo lussuoso scudo veniva sfoggiato solo in rarissime occasioni cerimoniali riservate alla ristretta classe aristocratica del tempo.

Si tratta di un oggetto molto costoso per le ricche lavorazioni a sbalzo, poi cesellate e ageminate, inquadrabile nella produzione armiera di lusso diffusasi a partire dal quarto decennio del XVI secolo. In questo periodo gli armaioli iniziarono a produrre, accanto alle armature da guerra, quelle da parata decorate “all’antica”, ovvero con scene tratte dalla storia e dalla mitologia classica che costituivano un richiamo simbolico alla legittimità della detenzione del potere da parte della classe aristocratica, esercitato con la forza delle armi ma anche con il diritto derivante dall’antichità.
Le immagini e le ricche decorazioni anticheggianti venivano attinte da incisioni, ampiamente diffuse, di artisti manieristi discepoli di Raffaello e Giulio Romano. Si trattava, nella maggior parte dei casi, di più fonti iconografiche che, unite con maestria e gusto, si fondevano in un tutt’uno omogeneo.

La rotella, in un solo pezzo, è firmata e datata. L’anno 1563  compare su una tabella appesa ad un ceppo raffigurato sulla destra della scena centrale. L’anno di produzione, corrisponde al periodo in cui Milano e altri centri, come Brescia e Lodi, avevano raggiunto l’egemonia nella produzione di armi e armature all’interno del mercato europeo. L’opera è stata realizzata in una bottega del capoluogo lombardo, probabilmente da Bartolomeo Piatti (? - morto tra il 1582 e il 1586) membro di una delle famiglie di armaioli più famose della città. Sulla fascia esterna dello scudo, al centro in alto, è raffigurata una palmetta con le iniziali BP/F da sciogliere verosimilmente in Bartholomeus Piatti fecit.

Nella parte centrale dello scudo, leggermente convessa, campeggia il Trionfo di Bacco. Il dio, incoronato di pampini è seduto su un sontuoso carro trainato da due leoni. Attorno si muovono quattro satiri e tre baccanti che suonano cembalo e tromba e portano cesti d’uva. La scena si svolge su un terreno minuziosamente descritto con erba, piante, pietre ed un vaso abbandonato. Sullo sfondo compare una città portuale con mura, sita all’estremità di un braccio di mare percorso da numerose imbarcazioni. Sul corteo sta planando la dea Vittoria recante nelle mani due corone di alloro. Più in alto, raffigurati con visi umani, compaiono i venti, la luna e il sole.
Attorno alla scena principale corre una larga banda di bordatura lavorata a rilievo e decorata con mascheroni, animali ed esseri mostruosi di tipo satiresco, il tutto alternato a fogliame e piccole candelabre vegetali.

La rotella è degna di nota anche per l’abilità tecnica con cui è stata realizzata: brunita, sbalzata, cesellata, punzonata e ageminata. Il lavoro a rilievo è molto preciso e accurato nella rifinitura dei dettagli che sono sottolineati da ageminature in oro e argento. In una raffinata ricerca di contrasti, il fondo dello scudo è scuro e liscio mentre le parti a rilievo sono dorate. La diversa incidenza della luce anima dunque la superficie del metallo rendendo la scena rappresentata, quasi animata.

La parte interna della rotella è rivestita di velluto rosso, bloccato sul supporto metallico attraverso un sistema di ribattini e rondelle, arricchito da finissime decorazioni ricamate in oro: sulla profilatura una banda di racemi di fogliame e, intorno al cuscinetto centrale rettangolare, una successione di motivi frondosi a S.
La delicata guarnitura in velluto, in occasione di un generale restauro del pezzo nel 2010, è stata rimontata con un nuovo sistema volto a garantire, contemporaneamente, una perfetta tenuta meccanica e le migliori condizioni per la sua conservazione. Le cinghie di sostegno sono in buona parte di restauro.

Oltre alle preziose armature del Quattrocento ed i primi esempi di armi da fuoco portatili realizzate nel territorio bresciano, la rotella da pompa da sola costituisce motivo d’interesse per una visita al Museo delle Armi “Luigi Marzoli”, trattandosi di un esempio di altissimo livello della rara produzione armiera di lusso che, iniziata negli anni ’40 del Cinquecento, tramonta già ai primi del Seicento.

Bartolomeo Piatti (?) - Milano
Rotella da pompa
con scena mitologica a rilievo
acciaio, oro, argento, tessuto, ottone
1563
diam. 57 cm
Museo delle Armi “Luigi Marzoli
 

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