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Le Teste colossali in pietra dal Foro

Ven, 06/05/2016 - 12:37 -- Anonimo (non verificato)
Tipologia: 
Brescia, Testi Colossali dal Foro

Le due grandi teste esposte nella sezione del Museo di Santa Giulia dedicata agli edifici pubblici di Brixia romana, sono quanto resta di due mensole in calcare locale (pietra di Botticino) che dovevano essere inserite come decorazione scultorea in un edificio pubblico. Sino al 2008 erano attribuite al teatro ma, in seguito alla scoperta in una collezione privata di un esemplare pertinente allo stesso contesto, sono state riprese le ricerche di archivio ed è stata proposta una nuova pertinenza.

La coppia di mensole risulta conosciuta fin dall’inizio dell’Ottocento. Figurano infatti tra le opere riprodotte nel Museo Bresciano Illustrato (1838) e nella descrizione delle sale del Museo Patrio, allestito all’interno del tempio capitolino nel 1830 - redatto dal primo custode del Museo, nonché pittore, Girolamo Joli. Una delle due teste era murata, probabilmente già dalla fine del XV secolo, nella parete esterna del Monte Nuovo di Pietà in Piazza della Loggia, da cui venne asportata per essere esposta nel Museo Patrio; l’altra era riutilizzata nella fontana di un palazzo privato non lontano dall’area  del Foro. I due reperti scultorei sono caratterizzati dal piano superiore liscio, pronto ad accogliere la muratura soprastante nella quale dovevano essere inseriti; la parte in aggetto termina superiormente con una voluta, trattenuta al centro da un nastro. Al di sotto di essa sono scolpiti due volti maschili. Quello più maturo, scheggiato nella parte inferiore del volto, è caratterizzato da una folta barba e da due corna ritorte in corrispondenza delle tempie, la fronte solcata da una ruga; può essere individuato come Giove Ammone, divinità oracolare di origine orientale, il cui culto venne adottato e promosso in particolare da Alessandro Magno nella seconda metà del IV secolo a. C.  In età romana era la divinità protettrice degli eserciti.

Il volto più giovanile è stato interpretato come la raffigurazione di Pan, di un satiro o di Acheloo,  divinità fluviale spesso associata a Giove Ammone; lo caratterizzano due orecchie a punta e robuste corna ferine, delle quali si intravvede la base cilindrica. È purtroppo mancante del mento e del naso e i due fori in corrispondenza del naso suggeriscono il tentativo di un restauro apportato in passato. Le dimensioni, il tipo di pietra e soprattutto i soggetti scolpiti, hanno indotto a ipotizzare che le due mensole, datate dopo la metà del I secolo d. C., unitamente ad altre con ulteriori soggetti, dovessero essere inserite come ciclo decorativo nel Foro; in particolare negli archi di accesso alla piazza, uso che risulta attestato in altri centri della penisola e che in Cisalpina è ben noto soprattutto a partire dall’età augustea. La presenza di Giove Ammone tra i soggetti ben si attaglia alla cronologia flavia del foro di Brixia; certamente la divinità di valenza militare era un esplicito riconoscimento dell’importante ruolo dell’esercito nella conquista del potere da parte di Vespasiano, promotore del rinnovo architettonico del centro della città, ottenuta propri tra Brescia e Cremona nel 69 d. C.

Mensola con testa di Giove Ammone
pietra di Botticino
altezza cm 55
seconda metà del I secolo d. C.
Brescia, Santa Giulia, Museo della città

Mensola con testa di Pan
pietra di Botticino
altezza cm 51
seconda metà del I secolo d. C.
Brescia, Santa Giulia, Museo della città

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