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"Madonna con il Bambino e San Giovannino" di Francesco Francia

Gio, 04/12/2014 - 12:30 -- Armando
Tipologia: 
Brescia, Madonna con il Bambino e san Giovannino di Francesco Francia

La preziosa tavoletta era parte della collezione del conte Paolo Tosio, passata per lascito al Comune di Brescia nel 1844 e nucleo fondante della Pinacoteca Tosio Martinengo. La collezione Tosio, che il raffinato proprietario aveva allestito nel suo palazzo, facendo predisporre da Rodolfo Vantini alcune sale appositamente dedicate all’esposizione delle opere di maggiore pregio, era costituita principalmente da pitture, alle quali si accompagnavano sculture, stampe e disegni. Il gusto del conte lo portò a prediligere le opere degli artisti neoclassici (tra i contemporanei) e quelle di pittori che, in passato, avevano incarnato i medesimi ideali di bellezza e di armonia. A lui si deve l’acquisto dei due dipinti di Raffaello che sono tra i principali capolavori della Pinacoteca e anche di questa Madonna con il Bambino e san Giovannino, che nell’Ottocento era tra i quadri più ammirati della collezione.

La tavola, destinata alla devozione privata, raffigura la Vergine e san Giovannino in adorazione del Bambino. Il santo è inginocchiato su un libro, forse l’Antico Testamento, che si intende superato con la nascita di Cristo, qui raffigurato in qualità di maestro mentre sfoglia un piccolo libro, posto in evidenza nel centro della composizione. Il ruolo di collegamento tra l’Antico e il Nuovo Testamento di cui spesso viene investita la figura di san Giovanni Battista è sottolineato anche dalla sua posizione sul parapetto, che segna il confine tra lo spazio dell’osservatore e quello raffigurato nel quadro.
Quanto all’attribuzione, l’opera è stata da sempre associata al nome della bottega bolognese dei Francia, sia pure con diverse sfumature. Dopo che i primi inventari lo assegnavano a un fantomatico Antonio Francia, a partire dal 1868 è stata ritenuta di Francesco da tutti gli studiosi, anche se alcuni hanno ritenuto di dovervi riconoscere traccia della collaborazione di qualche aiuto di bottega. La tipologia del Bambino, ispirata alla pittura di Lorenzo Costa, è caratteristica della fase precoce della carriera di Francia, ma l’opera va meglio collocata ai primi anni del Cinquecento, quando i forti richiami a Costa si mitigano con delle tangenze non trascurabili con il mondo espressivo del Perugino, presente a Bologna nel 1497. Lo studio delle opere di Costa non si manifesta solo nella tipologia del Bambino, ma anche nelle sagome bizzarre e graficamente cesellate delle nuvole: una ripresa abbastanza precisa della pittura ferrarese, che contrasta con la mite dolcezza del paesaggio.
La ricercatezza esecutiva spinge a ribadire la preponderante presenza di Francesco Francia non solo nell’ideazione ma anche nell’esecuzione dell’opera. Della composizione si conosce una seconda redazione oggi a Budapest (Szépművészeti Múzeum), che risulta posteriore di almeno un decennio, collocandosi negli ultimi anni di attività dell’artista. Nella versione di Budapest, nonostante la buona qualità, l’ipotesi di una considerevole presenza di aiuti risulta più che legittima.

Francesco de’ Raibolini detto Francesco Francia
(Bologna, 1447 circa-1517)
Madonna con il Bambino e san Giovannino
1500-1505 circa
olio su tavola, cm 61,5x46
Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo,
ora presso la sezione "Ospite Eccellente"
di Santa Giulia Museo della città

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