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MEDAGLIONE AUREOGRAFICO CON TRIPLICE RITRATTO 230-250 d.C.

Mer, 07/06/2017 - 14:27 -- Armando
Tipologia: 
Brescia, medaglione aureografico con triplice ritratto 230-250 d.C.

Il tondo vitreo a fondo oro con ritratti fa parte della decorazione della famosa Croce di Desiderio: un sontuoso arredo sacro, proprietà tesoro del Monastero di Santa Giulia, che era custodito nella cappella di Santa Maria in Solario. La tradizione attribuisce la Croce a Desiderio e Ansa, i sovrani  che fondarono il Monastero nel 753. In realtà, si tratta di un’oreficeria del IX secolo, che si inserisce nella tradizione delle croci gemmate carolinge. Il legame tra la Croce e la cappella di Santa Maria in Solario è noto grazie alle fonti storiche. A partire dal XVI secolo, si cita la presenza di numerosi oggetti di oreficeria, rivestiti di pietre preziose e perle. Nel  1798 il Governo della Repubblica Cisalpina soppresse l’ordine monastico che aveva sede in Santa Giulia, determinando la dispersione del tesoro: la Croce venne assegnata alla Biblioteca Queriniana, dove fu conservata fino al 1882, quando tornò in Santa Giulia, in occasione dell’apertura del Museo dell’Età Cristiana. Dopo un ulteriore trasferimento, alla Pinacoteca Tosio Martinengo, nel 1993 tornò nella sua collocazione originaria. La Croce, che misura ben un metro e ventisette in altezza e un metro in larghezza, è in legno, rivestito da una lamina metallica fissata con chiodi, nella quale sono incastonate 212 gemme, che includono pietre dure e vetri, databili dall’ellenismo, fino al Rinascimento. Possiamo quindi considerare la Croce come un piccolo museo nel museo che, attraverso gli otto secoli del suo utilizzo, venne costantemente modificato e arricchito con aggiunte, sostituzioni e riparazioni. All’interno di questa singolare raccolta, troviamo l’eccezionale tondo a fondo oro, che ritrae una donna tra una coppia di giovani. Sulla base dell’abbigliamento e delle acconciature dei personaggi, oltre che sui caratteri dell’iscrizione in lettere greche, il tondo è riferibile al III secolo d.C. Non conosciamo l’identità dei tre personaggi rappresentati, ma è verosimile che si tratti di un gruppo familiare, sicuramente di alto rango, con una madre raffigurata tra i due figli. Benché la bellezza di questo oggetto abbia generato un precoce interesse da parte degli studiosi, che iniziarono ad occuparsene già alla metà dell’Ottocento, i dettagli tecnici del tondo sono stati scarsamente considerati. Recenti indagini hanno permesso di rivelare nuovi dettagli esecutivi: il triplice ritratto venne eseguito sovrapponendo ad un disco di vetro blu una sottile foglia d’oro, che venne poi incisa, dipinta e protetta, grazie all’applicazione di uno strato di vetro incolore. Il tondo bresciano è testimone della più alta espressione della tecnica dei vetri a fondo oro e trova eguali in non più di una decina di esemplari, conservati in collezioni museali europee e statunitensi.

MEDAGLIONE AUREOGRAFICO
CON TRIPLICE RITRATTO
dalla Croce di Desiderio
230-250 d. C.
Aula superiore di Santa Maria in Solario
Santa Giulia - Museo della città

 

Galleria: