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Mosaico di via San Rocchino

Mer, 06/04/2016 - 14:09 -- Anonimo (non verificato)
Tipologia: 
Brescia, mosaico di via San Rocchino

Tra il 1960-61, durante lavori edili che interessavano i nascenti quartieri a nord del centro storico di Brescia, vennero scoperti, tra via San Rocchino e via Grazioli, i resti di una sontuosa domus suburbana.  Nel corso dello scavo furono portati alla luce diversi ambienti raccordati tra loro mediante corridoi articolati attorno ad un ampio peristilio porticato. L'intervento della Soprintendenza fu richiesto piuttosto tardi, quando dall'area già in parte sconvolta dai lavori edili cominciarono ad emergere ampie porzioni di pavimentazioni integre, che non potevano essere trascurate. E' proprio grazie alla presenza di diverse tipologie pavimentali in buono stato di conservazione, che è stato possibile riferire la struttura ad almeno tre fasi d'uso, di cui l'ultima, databile appena dopo la metà del II secolo d.C., riguarda direttamente i mosaici restaurati, che sono caratterizzati da fantasie policrome più complesse e scene figurate.
Il mosaico più ampio tra quelli scoperti misura mt 9,50 x mt 6,40;  presenta un apparato decorativo composto da una cornice perimetrale formata da una fascia a treccia a più colori su fondo bianco, che racchiude un sistema geometrico formato da ottagoni neri raccordati tra loro da motivi meandriformi.
Negli ottagoni sono rappresentati fiori, motivi vegetali, figure alate, maschere teatrali e simboli vari. Al centro si trova un ampio émblema, purtroppo alquanto lacunoso per la posa di una vasca in pietra e per i danni causati dai lavori edili; all'interno della cornice a treccia policroma che lo delimita si distingue un'unica scena: un uomo barbuto fermo davanti all'uscio di una casa che guarda un'imbarcazione su cui probabilmente è presente una figura femminile panneggiata; agli angoli del riquadro si trovano delfini avvinghiati a tridenti, accompagnati da altri elementi zoomorfi. Il tema, genericamente riferibile all'ambiente marino, potrebbe rappresentare alcuni episodi della commedia di Plauto Rudens (III-II secolo a.C.), ambientata sulle coste africane. Rudens è la corda con cui il pescatore Gripus riesce a recuperare nel mare un bauletto di vestiti e oggetti che permettono a Palestra, figlia di Daemones, il personaggio davanti alla casa, di essere riconosciuta e quindi liberata.
Il mosaico di via San Rocchino venne recuperato e restaurato una prima volta negli anni '60, posizionandolo su un pesante supporto di cemento rinforzato con rete metallica. In seguito fu collocato nella cella centrale del Capitolium (all'epoca ancora sede dei Civici Musei d'Arte e Storia) e appoggiato sopra al mosaico ottocentesco, inserito durante la ricostruzione della pavimentazione della cella del tempio.
Nel 1997, in previsione dell'apertura del Museo di Santa Giulia, si intervenne con un secondo restauro, rimuovendo completamente il vecchio supporto cementizio, ripulendone accuratamente la superficie e ricollocando il pavimento su una nuova struttura più leggera, adatta ad una moderna esposizione museale.

Galleria: