Portale del turismo del Comune di Brescia: tutte le informazioni utili per la visita della città

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Tags : complesso monastico San Salvatore-Santa Giulia

Brescia, Statua di Afrodite

Felix, victrix e genitrix sono i tre aggettivi che i Romani riferivano a Venere, divinità legata alla sfera della fecondità e alle origini di Roma in quanto madre di Enea. Associata alla greca Afrodite, è soprattutto a partire dal III secolo a. C. che il culto della dea riveste una certa importanza; da Silla (inizi I sec. a.C.) viene scelta come patrona, mentre Cesare ne rivendica la discendenza e dedica proprio a Venere Genetrice il tempio nel Foro, che egli fa costruire prima di essere assassinato.

Le raffigurazioni che conosciamo in ambito romano derivano da modelli iconografici del repertorio greco e tra queste figurano anche le statue bresciane, tre soggetti tra loro diversi per dimensioni e contesti di provenienza.

Brescia, armi longobarde

Il periodo di dominazione longobarda non può essere considerato una breve e marginale parentesi nella storia bresciana, numerose infatti sono le testimonianze archeologiche legate alla prima fase di occupazione, tra la fine del VI e la prima metà del VII sec., provenienti da corredi funerari di esponenti dell’aristocrazia guerriera.
La vetrina dedicata ai Longobardi, all’interno della recentissima sezione archeologica del Museo delle Armi Luigi Marzoli, espone diversi interessanti esemplari di armi che potevano fare parte dell’armamento di un guerriero dell’epoca.

Brescia, figurina maschile in piombo di età imperiale

La statuina di età romana è in piombo e raffigura un uomo di età matura, nudo, in piedi. Fu rinvenuta a Brescia prima del 1880 e si possiedono due diverse notizie sul ritrovamento tra loro scarne e contrastanti: la notizia più antica colloca la scoperta presso la chiesa di san Francesco di Paola, una successiva presso la polveriera umbertina; entrambi i luoghi sono situati fuori dei limiti della città. Mancano del tutto informazioni sul contesto della scoperta.

La statuetta era stata interpretata come raffigurazione di uno dei Sileni, esseri in parte uomini in parte animali, seguaci del dio Bacco. Tuttavia l’utilizzo del piombo e alcuni dettagli della statuina hanno condotto di recente a una diversa interpretazione. In età romana, in Italia settentrionale, sono rarissimi i ritrovamenti di statuette di piombo, poiché per le figurine a tutto tondo, a destinazione cultuale o decorativa, veniva correntemente usato il bronzo. Inoltre la statuina è differente dai Sileni conosciuti per la posa statica, con le gambe strettamente aderenti l’una all’altra e le braccia unite dietro la schiena, con le mani sovrapposte, come legate. Un altro dato importante è fornito dall’evidente combustione subita nella zona inferiore delle gambe, che ha portato alla scomparsa di parte dei piedi.

Brescia, partitore di acque in piombo

Nella prima fase di attività dell’acquedotto romano di età augusteo-tiberiana, la modalità di distribuzione dell’acqua, tra la tubazione che partiva dalla vasca di partizione e le fistule per più utenze, o per più funzioni, pertinenti alle domus, è probabile che avvenisse tramite partitori di piombo. Una conferma potrebbe essere ascritta al rinvenimento casuale nel 1883, in piazza Martiri di Belfiore nella vecchia sede degli Uffici Postali di Brescia, di un partitore in piombo, privo di un contesto specifico di riferimento, frammisto ad are lapidee funerarie e votive.

Brescia, Dittico dei Lampadii

La tavoletta in avorio costituiva la valva sinistra di un dittico consolare, dono di prestigio dedicato da alti dignitari ad amici e familiari in occasioni importanti per la loro carriera politica.

Brescia, Iside Lactans

La statuina della dea Iside che allatta (lactans) il figlio Horus della Collezione Egizia del Museo di Santa Giulia ci catapulta nel mondo magico-religioso dell’Antico Egitto e nel fascino che questa civiltà ancora oggi suscita.  Iside ebbe un c

Brescia, il Mausoleo Martinengo

Il Mausoleo Martinengo rappresentò per la fondazione del Museo dell’età Cristiana (ora Santa Giulia) nel 1882 uno dei pezzi che, secondo il comune sentire di allora, avrebbe dato lustro a tutta la neonata collezione.
La tomba fu smontata dalla vicina chiesa di San Cristo, dove peraltro i Martinengo furono già nella posa della prima pietra presenti con generose elargizioni tanto che l’edificio è da considerarsi un chiesa di famiglia, e trasferita nel coro delle monache. Durante i secoli si diffuse l’erronea convinzione, tramandataci dalla storiografia bresciana, che credeva il sepolcro destinato a Marcantonio Martinengo, illustre uomo d’armi spirato il 28 luglio 1526 in seguito alle ferite ricevute durante la battaglia alla “pieve di S. Giacomo nel Cremonese”.

Brescia, croci funerarie d'oro longobarde

Le crocette auree, esposte nella Sezione Altomedievale del Museo di Santa Giulia, provengono da scavi fortuiti effettuati tra il 1891 e il 1976. Il loro elevato numero (da 3 a 5 in ogni tomba, fino a 9 in alcuni casi, come a Calvisano), associato generalmente alle grandi dimensioni (anche oltre i 9 cm) e posto in relazione con la ricchezza dei corredi, ha attestato la presenza di prestigiose sepolture di individui di entrambi i sessi nel territorio bresciano.
Con l’arrivo dei Longobardi nella nostra penisola, infatti, nelle sepolture comparvero improvvisamente croci in lamina d’oro in corrispondenza del volto o del busto del defunto, probabilmente cucite al sudario mediante forellini perimetrali. Le inumazioni interessate sono risultate appartenere a defunti con un livello di ricchezza medio – alta, provenienti sia da contesti urbani sia rurali che castrensi; da sepolture legate a luoghi di culto cristiani, da ampie necropoli aperte e da piccoli nuclei funerari nobiliari.

Brescia, medaglione aureografico con triplice ritratto 230-250 d.C.

Il tondo vitreo a fondo oro con ritratti fa parte della decorazione della famosa Croce di Desiderio: un sontuoso arredo sacro, proprietà tesoro del Monastero di Santa Giulia, che era custodito nella cappella di Santa Maria in Solario.

Brescia, Lipsanoteca 360 – 370 d. C.

Nell’aula inferiore del sacello romanico di Santa Maria in Solario, nel Monastero di Santa Giulia, è custodito un cofanetto in avorio, definito da Kurt Weitzmann “il più importante reliquiario eburneo dell’antichità cristiana”, noto come lipsanoteca (dal greco: contenitore di reliquie). È un’opera paleocristiana degli ultimi decenni del IV secolo d.C. ed era parte del  tesoro di Santa Giulia, cioè la suppellettile liturgica e devozionale in uso nel monastero fino alla sua soppressione, alla fine del ‘700.

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Notizie

Brescia, Antiche Risonanze in Santa Giulia

Il «Gruppo Vocale “Cantores Silentii”, in occasione del 30° anniversario di fondazione, ha organizzato l’VIII Edizione della Rassegna “Antiche risonanze in Santa Giulia”.  Il progetto, prende spunto dal desiderio di rievocare i suoni armoniosi che le monache benedettine di Santa Giulia, già nel Cinquecento, didfondevano nella Basilica di San Salvatore durante le celebrazioni religiose.
I canti delle monache di Santa Giulia incantavano i fedeli dalle grate del Coro superiore, senza essere viste. Proprio così come oggi si vuol riproporre con questa rassegna concertistica composta da quattro appuntamenti. Prima data il 24 Febbraio alle ore 16

Brescia, le domus di Santa Giulia in 3D

In occasione dei suoi vent'anni, il Museo di Santa Giulia offre l'opportunità di visitare le Domus dell'Ortaglia in maniera innovativa attraverso l'esperienza della realtà aumentata. Questa iniziativa è resa possibile dall'applicazione degli occhiali ArtGlass, che potranno essere utilizzati a partire da giovedì 12 luglio fino a domenica 30 settembre, esclusivamente nelle giornate di giovedì, sabato e domenica.
Il visitatore verrà catapultato nel passato, reso ancora più avvincente grazie al supporto della tecnologia, e potrà visitare le vecchie abitazioni situate ai piedi del colle Cidneo come un cittadino dell'antica Brixia romana.

Brescia: le divertimappe a portata di tablet

SCOPRI BRESCIA: UNA CITTÀ, MOLTE MERAVIGLIE è la nuovissima e colorata app interattiva per tablet della collana "Divertimappe" che strizza l'occhio ai bambini e alle loro famiglie. 
Nasce dal desiderio di voler raccontare in modo diverso e coinvolgente la città ai piccoli visitatori, guidandoli nella scoperta grazie all'aiuto di tre guide d'eccezioneErmengarda, la figlia di re Desiderio, Richì, il galletto segnavento della chiesa di San Faustino e Marzio, un aspirante cavaliere del castello.
Un'accattivante guida ricca di giochi, curiosità e informazioni sulle bellezze artistiche e monumentali che parla in modo semplice ed efficace, educando e divertendo allo stesso tempo.

Brescia, i tesori artistici e monumentali su Google Arts

Dal 5 dicembre Fondazione Brescia Musei entra a far parte di Google Arts & Culture, il nuovo spazio on-line che permette agli utenti di esplorare in digitale le collezioni d'arte, i reperti archeologici e tutto ciò che conservano ed espongono musei, archivi

Brescia, Museo e Scuola

Inizia il nuovo anno scolastico e i Servizi Educativi di Fondazione Brescia Musei presentano un calendario fitto di inizative a partire dai prossimi giorni di ottobre per studenti e insegnanti: laboratori, percorsi tematici, visite teatralizzate, proiezioni cinematografiche, visite in lingua straniera e itinerari con gli speleologi. 
Gli studenti saranno accolti nelle quattro sedi museali gestite da Fondazione Brescia Musei, compresa la Pinacoteca Tosio Martinengo che dall’inizio 2018 riaprirà i battenti, con la possibilità di partecipare alle innumerevoli attività sempre più inedite e interattive. 

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