Portale del turismo del Comune di Brescia: tutte le informazioni utili per la visita della città

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Tags : museo Santa Giulia

Brescia, Museo di Santa Giulia, Monumento funebre del Vescovo Bollani

Il vescovo Domenico Bollani (Venezia, 10 febbraio 1514 – Roma, 12 agosto 1579), protagonista di una brillante carriera diplomatica a Londra, a Roma e a Venezia, giunse a Brescia in veste di podestà nel 1558, salvo diventarne vescovo l’anno successivo; come tale, partecipò al concilio di Trento, a diretto contatto con Carlo Borromeo. Nel 1574 fondò il seminario e istituì il sinodo della diocesi. Legatissimo a Brescia, decise di farsi seppellire in Duomo Vecchio e commissionò il monumento per la propria tomba allo scultore Alessandro Vittoria che, nel 1578, collocò in Duomo le statue di Cristo, oggi mutila delle braccia e delle gambe, e le allegorie della Fede e della Carità.

Brescia, Museo Santa Giulia, Gallo di Ramperto

Il gallo cosiddetto del Vescovo Ramperto è un segnavento girevole, collocato in origine sul campanile della chiesa di San Faustino a Brescia. L’opera risale alla prima metà del IX secolo.

Ha un’ossatura in ferro su cui è fissata, con chiodi, una duplice lamina di rame decorata a sbalzo; è probabile che avesse gli occhi di pasta vitrea e sono ancora evidenti tracce della doratura e della argentatura che originariamente lo ricoprivano.

La testa dell’animale è ben caratterizzata dalla cresta e dai bargigli posti sotto il becco; il piumaggio del corpo è poco evidente ma l’andamento delle ali è segnato con rilievi. La coda è l’elemento più attraente dell’oggetto: è costituita da cinque penne, larghe e piatte, di cui una più lunga delle altre; sono proprio queste che permettevano al gallo di indicare, roteando, la direzione del vento, anche grazie alla base su cui è imperniato, formata da due sfere di grandezza decrescente, raccordate da un cilindro.

Brescia, lastra con pavone

La basilica di S. Salvatore, cuore del monastero benedettino bresciano di Santa Giulia, conserva la lastra con pavone, unanimemente considerata dagli studiosi una delle opere scultoree più belle e significative dell’alto medioevo. La lastra marmorea ha forma triangolare ed è decorata con grandissima abilità tecnica da un bassorilievo avente come protagonista un pavone. Tale motivo zoomorfo, mutuato dalla produzione artistica di età classica, è stato ampiamente impiegato in epoca paleocristiana, durante l’iconoclastia, come simbolo della resurrezione dell’anima, ed è stato riprodotto continuativamente per tutto l’alto medioevo.

L’esotico uccello scolpito sulla lastra bresciana si presenta al centro del blocco lapideo con coda e ali in riposo, nell’atto di incedere verso sinistra. Tutt’intorno ad esso,  tralci di vite formano cerchi, al centro dei quali si alternano foglie e grappoli d’uva. Nella parte superiore la lastra è conclusa da un semplice profilo a rilievo, mentre in quella inferiore si snoda una fascia composta da una serie di anelli attorno ai quali si intrecciano due nastri più volte annodati fra loro. 

Brescia, mosaico di via San Rocchino

Tra il 1960-61, durante lavori edili che interessavano i nascenti quartieri a nord del centro storico di Brescia, vennero scoperti, tra via San Rocchino e via Grazioli, i resti di una sontuosa domus suburbana.  Nel corso dello scavo furono portati alla luce diversi ambienti raccordati tra loro m

Brescia, calendario di Guidizzolo

Il calendario fu scoperto nel 1891 a Guidizzolo, nell’alto mantovano, in località San Martino. Fu subito riconosciuto come parte di un calendario romano e inserito quindi nel Corpus Inscriptionum Latinarum e nelle Inscriptiones  Italiae come Fasti Guidizzolenses.

Brescia, Elmo celtico da Gottolengo

L’elmo di Gottolengo venne ritrovato nel 1925 presso la cascina Lumaghina lungo la strada che da Gottolengo porta a Pavone Mella, insieme a frammenti di altri oggetti presumibilmente appartenenti a corredi di ricche sepolture celtiche.

Brescia, "Adorazione dei Pastori" di Lorenzo Lotto

Tra il 1824 e il 1825, Paolo Tosio acquistò l’Adorazione dei Pastori di Lorenzo Lotto per la sua collezione, che in seguito avrebbe donato alla città di Brescia, fondando così la Pinacoteca Civica. Il quadro presenta quei caratteri di partecipata devozione e di intima commozione religiosa che il collezionista, in sintonia con i più moderni indirizzi artistici e di gusto, ricercava nelle opere del Rinascimento.
Di fatto, il carattere più evidente dell’opera è la capacità di trasformare lo schema della sacra conversazione in una riunione confidenziale che accomuna sullo stesso terreno e distribuisce la stessa indole ai personaggi divini e umani, riconducendo anche gli eventuali elementi simbolici a una dimensione naturalistica di straordinaria suggestione emotiva.

Brescia, Corredo funerario da Nave, Santa Giulia Museo della città

Il ritrovamento casuale nel 1978 di una serie di tombe in realtà non avrebbe dovuto destare grande sorpresa se si considera che la località in questione nella toponomastica locale si chiamava camp de morcc e si sviluppava lungo una strada conosciuta fino a poco tempo fa e denominata porcc de morcc ossia porta dei morti. La via, larga circa m. 10, dovette avere una certa importanza già dalla fine del I secolo a.C.
La piccola necropoli di 59 sepolture scoperta a sud di Nave nella frazione Cortine è di straordinaria importanza per numerosi ragioni. Innanzitutto lo stato di conservazione, praticamente intatto, ci permette di cogliere le tombe nello stato originario in cui sono state deposte al momento della sepoltura fra la fine del I sec. a.C. e il 96 d.C.

Brescia, Cena in Emmaus, Alessandro Bonvicino, detto il Moretto

La tela era attestata nel Seicento nel “mezzo all’Ospital Maggiore”, in un ambiente oggi perduto a causa della distruzione, avvenuta nel XX secolo, del complesso domenicano su cui insisteva l’antico ospedale cittadino.

Notizie

Brescia, visita guidata alla città il sabato pomeriggio

Brescia è città d'arte!

Eventi

Proseguono le visite guidate anche per turisti singoli con partenza dall’Infopoint. Visita al Centro storico e a seguire visita al Museo di Santa Giulia. La visita guidata è in italiano (in presenza di ospiti stranieri, anche in inglese) e costa 5 Euro a persona.

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